Sport e Motori
Dalle colonne di France Football, Adriano Galliani dichiara che Ibrahimovic non gli rivolge più la parola e, per la prima volta, si smarca elegantemente dalle scelte (non) strategiche impostegli dall'alto
Che Galliani fosse ormai finito a ricoprire il ruolo di scudo umano della famiglia Berlusconi, lo sapevano anche le pietre. Il parafulmine l'aveva sempre fatto, sia chiaro: ma un conto è metterci la faccia anche per gli altri e un conto è venir spedito contro l'aviazione nemica armato di arco e frecce. Quello che è accaduto lo scorso gennaio, la vergognosa vicenda Pato-Tevez, rientrava già pienamente in questa seconda categoria di servizi per le aziende; e, a giudicare dall'intervista rilasciata dallo stesso a.d. rossonero a France Football, vi rientra anche la cessione di Zlatan Ibrahimovic al PSG.
"Dal giorno in cui Ibra è andato al Psg non mi parla più: ma ha ragione perché gli avevo promesso che sarebbe rimasto al Milan. La domenica dell'ultima giornata di campionato è venuto da me insieme a Mino Raiola e gli avevo assicurato che sarebbe rimasto. Poi la società ha fatto delle riflessioni di fronte all'offerta del Psg e abbiamo deciso di venderlo. Non ho mantenuto la mia parola, Ibra ha ragione".
Dalle parole di Galliani emerge un quadro piuttosto chiaro: la cessione dello svedese non è figlia di alcun progetto. Nessuno era stato preparato all'evenienza, nemmeno chi la società la gestisce. Non che ci fossero particolari dubbi a proposito dell'assenza di progettualità, visto quanto è poi accaduto nel resto della campagna-acquisti; ma fa specie che sia lo stesso Galliani ad ammetterlo con candore. È la prima volta, a memoria, che l'amministratore delegato riconosce apertamente che la strategia del Milan consiste nel non avere una strategia; e che lui, in questa situazione, è impotente. Un modo per giustificarsi davanti alla tifoseria (che dalla depressione potrebbe passar presto alla furia), e anche per smarcarsi sottilmente dalla non-pianificazione decisa dalla proprietà. E questa è una prima volta che potrebbe far giurisprudenza.
io serei curioso di sapere chi ha visionato i giocatori presi a parametro zero.. cosi scarsi non si trovano neanche nelle partite scapoli contro sposati..
quando bisogna mettere a posto i conti si vende l'argenteria.
E vendere ibra qualche settimana dopo che si è data la riconferma non significa mancare di progettualità, se i conti sono in rosso i rimedi sono sono estremi. Faccio notare che quest'anno hanno ridotto il monte ingaggi di 60-70 milioni di euro (il dato esatto magari l'avrà qualcun altro), non sono quisquiglie , e nonostante tutto la squadra è quella più pagata della serie A, E' UNO SCANDALO!!!
Ora la squadra fa schifo e non solo perchè sono andati via i top player. Berlusconi e Galliani non vanno in campo, ora l'obiettivo primario è il bilancio, prima ancora dei risultati. Oggi allegri ha detto che abbiamo un punto in più dell'anno scorso...fate voi.
Secondo me Galliani si è dimostrato uomo, cosa rara nel calcio italiano di oggi, e rimane uno dei migkiori dirigenti in circolazione checchè se ne dica.
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alle 21:22
Anonymous User
E' sempre difficile stabilire le responsabilità di Galliani, visto chi si ritrova come boss. Io sono propenso ad assolverlo per quanto riguarda il brusco ridimensionamento di questa estate (voluto da altri, e forse necessario), però anche lui negli ultimi anni non è stato lungimirante. Il settore giovanile e lo scouting andavano ricostruiti ben prima, tanto per fare un esempio, e certi contratti ultradispensiosi (Mexes a 4mln, per dire l'ultimo) li ha fatti firmare lui, e non un secolo fa.