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Primo tempo molto sofferto, secondo dominato dalla Juve grazie alle sostituzioni azzeccate e al ritorno in campo dei titolari.
Un tempo a correre e a soffrire. E a rischiare di naufragare. Poi, 23' di pura goduria, con la Juventus che si mette a cavallo la partita e, a briglie sciolte, la porta a casa nettamente. Restiamo a punteggio pieno dopo due trasferte difficili come Udine e Genova. A braccetto con Lazio e Napoli. Il 3-1 al Genoa è frutto dei cambi, il che è positivo e negativo insieme. Spiego perché.
La Juve da turnover non convince. Troppo pesanti le assenze contemporanee di Asamoah, Vidal, Vucinic e Lichtsteiner. Immobile e Borriello mettono alla frusta una difesa in forte difficoltà. Mira sbagliata, intervento all'ultimo di Bonucci, Buffon in versione saracinesca: e il Genoa alla fine del primo tempo è avanti solo 1-0. Certo, anche noi abbiamo un paio di opportunità enormi, in particolare con Matri che spara alto, solo davanti a Frey.
Non basta un Giaccherini migliore in campo. Marassi si esalta sulle spalle di Immobile (suo il gol) e Borriello. Ma nel secondo tempo i bianconeri di Conte e Carrera entrano in campo con un altro piglio. Prendono campo, Pirlo comanda il gioco dopo aver sofferto per 45' il cagnaccio Bertolacci. Gli esterni Caceres e De Ceglie spingono, pungono, ma i cross sono poca roba. E sono troppo difensivi per andare all'assalto.
La svolta arriva con le sostituzioni. Dentro Asamoah e Vucinic. Il montenegrino serve subito l'assist vincente a Giac: è 1-1. Un attimo prima Buffon era stato miracoloso su Bertolacci, quello che l'anno scorso gli strappò il pallone a tre turni dal termine, con la maglia del Lecce, facendo temere il peggio. Un cerchio che si chiude. In realtà, ancora prima c'era stato pure il palo di Giovinco, con una conclusione che a giro che avrebbe meritato miglior sorte (e Giaccherini aveva sbagliato il tap-in).
Con la Juve che mena le danze, il Genoa trova comunque due occasioni di testa con Sampirisi e Borriello (traversa). Sì, sulle palle alte soffriamo troppo. Balliamo ancora. Ma per poco. La squadra bianconera pare sazia dell'1-1 e riduce un po' l'offensiva. Ma è Asamoah a fare la differenza: Sampirisi si appende ingenuamente alla maglietta. E' rigore. Glaciale, Vucinic trasforma e porta la gara in mano ai campioni d'Italia.
Sempre Vucinic e sempre Asamoah chiudono il match, questa volta a ruoli invertiti, con il ghanese a firmare il tris. Potrebbe arrivare anche il quarto gol, ma sarebbe forse troppo. Al culmine comunque di un secondo tempo pieno soltanto di Juve. Autentico strapotere fisico e tecnico.
Diciamo la verità, anche se è qualcosa che si sapeva già. Un vice Vucinic purtroppo non c'è. Da lui non si può prescindere. Così come da Asamoah. E da altri titolari tenuti a riposo. Ma c'è anche chi non fa rimpiangere i titolari, vedi Giaccherini. Che probabilmente meriterebbe maggior spazio. A Carrera e Conte il compito di ritagliarglielo.
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