Sport e Motori
Massimiliano Allegri e Filippo Inzaghi, clamorosa rissa sfiorata. Ambiente Milan che si sgretola sempre di più
Erano circa le sei e mezza di sera, quando mi è stata riportata la notizia del litigio furibondo avvenuto presso il Centro Sportivo Vismara di Milano, con protagonisti Pippo Inzaghi e Massimiliano Allegri. Quest'ultimo che insegue il primo, ricoprendolo di insulti e livore perché, in sostanza, crede che stia lavorando per fargli le scarpe. Il secondo che risponde, accusando il tecnico di averlo costretto al ritiro dal calcio giocato.
Secondo la Gazzetta dello Sport, il diverbio dovrebbe essere suonato all'incirca così:
Allegri: "Non devi parlare in giro di me"
Inzaghi: "Stai zitto, ché se ho smesso di giocare è per colpa tua"
A quanto mi risulta, sono state omesse diverse contumelie che Allegri avrebbe rivolto a Superpippo, tra cui un accostamento piuttosto diretto al materiale fecale, di cui Inzaghi costituirebbe solo una parte, o un pezzo, e non l'intero.
Storia di rancori, vendette e supremazia territoriali, che menti più romantiche della mia avrebbero rassomigliato a un tragico duello shakespeariano, e che invece a me ricorda il documentario su National Geographic in cui due grizzly lottavano per il posto migliore sulla cascata da cui pescare i salmoni. Cronache da fine Impero, anzi da fine del mondo: il Milan è regredito a uno stato di natura hobbesiano. Tutti contro tutti. Si salvi chi può.
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alle 12:34
Paolo Canal
altro pessimo segnale.
Allegri è alla frutta con questa, e credo sia ora che qualcuno lo faccia parte. Non sarà l'unico responsabile, ma molto passa da lì, in primis il gioco e la tranquillità della squadra. Se il Berlusca anzichè vergognarsi dei suoi collaboratori che lui stesso ha scelto, si desse una mossa a intervenire e provare a sistemare le cose sarebbe cosa gradita, oltre che decente. Io non chiedo che venda, anche perchè non mi fido per niente nè degli arabi nè dei russi, ma che ripristini l'immagine della società che si sta sgretolando in questi mesi, sbagliare è umano, perseverare è diabolico