Sport e Motori
Mentre le Olimpiadi ci regalano una boccata d'ossigeno sportivo, è bastato un pomeriggio di quella che doveva essere la festa del calcio italiano per farci ripiombare nello squallore delle miserie del pallone tricolore
Viva lo spirito olimpico e che il diavolo se lo porti. Riparte la stagione del calcio italiano e tutto il resto non conta più nulla. In canotta, pizza, birra e rutto libero davanti alla tivù. E allora complimenti alla Juventus, che vince la Supercoppa Italiana, giocata nello stadio del regime, ma d'altra parte ai soldi non si può dire di no... no?
E allora viva anche il Napoli, che mentre ai Giochi di Londra gli sconfitti abbracciano i vincitori, lui invece si rifiuta di partecipare alla premiazione finale, perché sventolare il cartellino rosso in Italia non si fa, soprattutto a inizio stagione, perché sono cose che si possono evitare.
Ma brindiamo anche alla Juve, che, mentre a Londra i nuovi campioni olimpici esibiscono con orgoglio le medaglie appena vinte, ci ha fatto un mazzo così durante l'estate sui 30 scudetti vinti sul campo. Il che, il fatto che li abbia vinti sul campo, personalmente non discuto, ma mi chiedo cosa permetta alla società bianconera e al suo presidente di sentirsi un gradino sopra alla Federcalcio e di non 'accettarne' le decisioni.
Per non parlare della Lega: ho ascoltato Maurizio Beretta, a fine partita, commentare la mancata presenza del Napoli alla premiazione. 'Un peccato' ha detto, e qualcosina in più, del tipo 'Posso capire la frustrazione, però...'. Però??? Personalmente farei cominciare il Napoli con due punti di penalizzazione il campionato e la Juventus, dopo le improvvide dichiarazioni estive (per non parlare delle scommesse, ma questa, forse, è un'altra storia), manco l'avrei fatta andare a Pechino. Ma perché in questo cacchio di calcio è davvero tutto, ma proprio tutto consentito?
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