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Antonio Cassano lascia il Milan: i tifosi sono infuriati, ma la scelta del barese era già scritta nel suo passato. Ma le vie di fuga stanno per finire e la bocciatura, quella definitiva, è sempre più vicina
A giudicare da quanto si legge per il web, la scelta di Antonio Cassano di abbandonare il Milan per trasferirsi all'Inter in cambio di Pazzini ha lasciato in giro parecchie vedove. Da un lato è comprensibile: la tifoseria rossonera, in larga parte, aveva adottato con entusiasmo Fantantonio, soprattutto dopo il drammatico intervento al cuore dello scorso autunno, e si sarebbe aspettata tutt'altro tipo di riconoscenza da parte del barese che non quella di mollare la zattera malsicura per rifugiarsi dai cugini. Ma, dal mio punto di vista, c'è ben poco di cui stupirsi (e dolersi).
Cosa che vale per tutti gli uomini, infatti, anche la definizione di Cassano era già contenuta negli atti del suo passato. Se conosci le azioni e le scelte che una persona ha compiuto nel corso della sua esistenza, allora potrai indovinare con un certo grado di esattezza quelle che compirà in futuro, e non ne rimarrai sorpreso. E cosa vuoi aspettarti da uno che ci ha messo sette anni per finire le scuole medie (serali)? Dedizione? Senso di responsabilità? Capacità di proiettarsi in un futuro più lontano del prossimo pasto caldo?
Antonio Cassano avrebbe potuto essere un grande giocatore, ma non ci è mai andato vicino. Ha sempre rovinato tutto con le sue mani e poi ha dato la colpa agli altri. Ha rotto con Totti e con la Roma, con Capello e con il Real Madrid, con Garrone e con la Samp, con Allegri e con il Milan. Per quella legge inesplicabile che vuole il destino sorridere a chi non fa nulla per meritarselo, il faveleiro di Bari ha sempre trovato una via di fuga dal disastro che aveva combinato. Ma gli anni passano (sono già 30) e i trofei in bacheca restano prossimi allo zero; e allora non ci saranno più scappatoie, e allora ciò che resterà nella memoria collettiva non saranno le prodezze del giocatore - se anche oggi il suo gol più ricordato è il primo un motivo ci sarà: non ne ha fatti molti altri importanti - ma le sue idiozie. Le corna all'arbitro Rosetti in Milan-Roma, finale di ritorno di Coppa Italia 2003. Lo sbarco a Madrid, grasso come un cinghiale e avvoltolato in una stola di zibellino che avrebbe fatto invidia all'Arciduchessa Maria Valeria d'Asburgo-Lorena. Le imitazioni di Fabio Capello. La sceneggiata di Sampdoria-Torino. La folle aggressione verbale a Riccardo Garrone, che gli aveva restituito una carriera. Gli sproloqui sugli omosessuali dal ritiro della nazionale in Polonia.
Questo rimarrà di Antonio Cassano: un giocatore monello che forse ha i mezzi ma non l'intelligenza e lo spessore morale per renderli operativi, e che a fine anno viene immancabilmente bocciato. Purtroppo per lui, a differenza del sistema scolastico italiano, il calcio professionistico non prevede corsi serali per studenti ottusi.
(foto: infophoto)
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cassano moltissimo ingrato.......
cassano molto ingrato......
MA PURE PAZZINI NON MI FA IMPAZZIRE BILANISTI LA SALVEZZA VE LA GARANTIRA IL MEGALOMANE PALAZZI
a me pare che sia una brutta imitazione di IBRA
I grandi giocatori fanno le storie dei clubbs ,se Cassano ha cambiato 12 squadre in 12 anni .be' ...La colpa non e' delle societa' E poi dopo quello che a subito al cuore .UN PO' di riconoscimento e rispetto verso il MILAN e' il minimo .
Sei un Milanista frustrato. Potevi risparmiarti un articolo senza ne capo ne coda; lo copiavi paro paro su carta e glielo spedivi a casa, così avrebbe acquistato un senso.
La differenza è che, tra una cazzata e l'altra, Maradona vinceva campionati e mondiali giocando praticamente da solo. E peraltro Diego non ha mai mancato di rispetto a compagni e avversari, le sue cazzate erano principalmente contro se stesso. Il paragone tra i due inizia e finisce con la panza. Stop. Per il resto, due galassie separate.
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alle 18:22
Mariarosa Parmigiani
e' tutta invidia! e basta!!!!!!!!!!!