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Il commiato di Thiago Silva ai tifosi del Milan evidenzia una volta di più come il club rossonero non abbia perso solo un campione, ma anche una persona autentica
Dal ritiro della nazionale olimpica brasiliana, Thiago Silva parla per la prima volta come ex giocatore del Milan. E se già Ibrahimovic aveva espresso (a modo suo) dispiacere per la partenza, sottolineando comunque come fosse stata una sua decisione, il nuovo difensore del PSG va oltre, arrivando perfino a chiedere scusa ai tifosi rossoneri:
"È la mia prima conferenza stampa come atleta del Paris Saint-Germain. Sono felice di questo trasferimento, ma triste per il mio addio al Milan. Lì ho vissuto emozioni molto forti: è un club che si dedica ai giocatori e al gruppo. Io gli devo tutto. Le persone che sanno di calcio capiscono com'è andata e la situazione per me è stata complicata. La volontà mia e dei miei familiari era di non lasciare il Milan. Il mio trasferimento a Parigi, al 100%, non è stata una decisione mia, visto che io con il Milan avevo perfino rinnovato il contratto. C'è chi ha detto che sono un mercenario, ma non me ne sto andando per guadagnare più di quanto prendevo al Milan. Voglio chiarire che non è stata colpa mia e chiedere scusa ai tifosi del Milan".
Andando a memoria, non si ricorda un commiato così sentito. Thiago Silva avrebbe potuto limitarsi a qualche ringraziamento di circostanza, per poi sdilinquirsi in elogi e buoni propositi per il suo futuro parigino. E invece, dalla sua prima conferenza stampa traspare unicamente il dispiacere tangibile per un finale che non ha scritto lui e che avrebbe voluto fosse diverso.
Dovrebbe star tranquillo, Thiago, e non scusarsi. I tifosi del Milan sapevano già che stavano perdendo non solo un campione sublime, ma anche una persona autentica.
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alle 09:14
Paolo Canal
c'è qualcosa che non quadra
perchè si è fatto aumentare lo stipendio dopo il rpimo tentativo andato a vuoto del psg?
Se stava benissimo al milan non poteva abbassarsi lo stipendio?
un uomo vero dovrebbe cercare di essere più padrone del proprio destino