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La piroetta dei media italiani ora è completa: Mario Balotelli è diventato intoccabile. Dopo i due gol alla Germania ogni sua prestazione sarà sempre condita da stupore. Inoltre non lo chiamano più per cognome, ma per nome, come l'amico di sempre
C'è qualcosa che non torna. E non parlo della sconfitta. Parlo di Mario. Voi sapete chi sia... Mario? E' un tizio che gioca per l'Italia. Anzi, diciamolo pure, solo lui gioca per l'Italia. Perché ha la pelle nera, e quindi è un po' più bravo, un po' più bello e un po' più tutto di noi, miseri visi pallidi. E io, di questo razzismo all'incontrario, mi sono un po' rotto i coglioni.
Già. Perché, se ci avete fatto caso, Mario Balotelli, fino all'altro giorno un 'bad boy' qualsiasi del calcio italiano, è diventato l'eroe di questi Europei, mesmerizzando quanto di buono abbiano fatto i compagni di squadra, dimenticando che se non fosse stato per una 'magata' da marziano di Antonio Cassano, lui il gol del vantaggio contro la Germania se lo starebbe ancora lì a cercare.
Eppure è lui, Mario, l'unico che viene chiamato quasi sempre per nome durante tutto l'arco della partita con la Spagna. Giorgio Chiellini resta Chiellini, Riccardo Montolivo rimane Montolivo, Ignazio Abate si trasforma nel logico Abate. Ma Mario Balotelli diventa quasi sempre Mario. E Mario, ovviamente, malgrado in questa finale europea abbia assunto i toni del fantasma, non sbaglia quasi mai: l'unico tiro che calcia verso la porta avversaria esce di dieci metri, ma per i commentatori 'sfiora la porta'. Eppure 'Mario c'è', 'Mario ci mette l'impegno', 'Guarda Mario', diventa addirittura 'Super Mario', insomma arrivi a pensare che quando toccherà la biglia inevitabile scaturirà la magia. Invece, una mazza che sia una.
Balotelli è diventato ormai 'Mario', una persona da chiamare per nome, come si fa con l'amico fraterno cui hai sempre dato pacche sulle spalle, e non piuttosto come al ragazzo insultato fino a pochissimo tempo fa nel 90% degli stadi d'Italia, con condimento di ululati e insulti razzisti. Quello? Tutto dimenticato, forse mai esistito, e magari era pure un po' colpa sua. E forse anche le lacrime di Balotelli sono un po' più lacrime di quelle degli altri, magari perché scivolando sul colore scuro della pelle danno quello che Franco Battiato chiamava 'un sintomatico mistero'. Forse che se si cominciasse a richiamarlo Balotelli e a non filarselo, lo si ritrasformerebbe in un giocatore di calcio? (foto: Infophoto)
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I tedeschi...ci facevano quasi tenerezza.
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