Sport e Motori
Come sempre il Milan disputerà una serie di succose quanto stucchevoli amichevoli di grande prestigio in questo precampionato. Ma forse sarebbe stato più divertente vederlo esibirsi sui nostri campetti di provincia
Su al Nord (Europa) fanno abbastanza in fretta a risolvere le cose: Ibra non c'è? Nessun problema, non si gioca. Ed è così che è saltata l'amichevole estiva fra l'AIK Stoccolma e il Milan, dopo l'addio di Zlatan Ibrahimovic alle sponde rossonere. Il cartellone del 'Diavolo' non è però rimasto vuoto, anche se quelle prestigiosissime sfide che lo attendono, personalmente mi lasciano quasi indifferente.
Il Milan sarà di scena nel solito assurdo triangolare estivo, che manco serve a fare statistica (nei derby, come è ovvio, non può valere il risultato di una schifosissima gara da 45 minuti), e poi il 24 luglio contro lo Schalke 04 a Gelsenkirchen, il 28 luglio contro il Chelsea a Miami, il 4 agosto contro il Deportivo Olimpia in Massachusetts e il 19 agosto il Trofeo Berlusconi contro la Juventus. Bella roba, fatto salvo per il 'Berlusconi', che ormai è tradizione.
Non ho mai amato questo genere di amichevoli: il Milan ci ha sempre rimediato o delle gran legante, che invece, quelle sì, restano a referto (come l'1-6 casalingo con il Real Madrid nella sfida del Centenario) o poker vari, saccocce di palloni che anche quest'estate promettono di arrivare alle spalle di Abbiati e dei suoi sostituti. Ma non era tanto meglio una volta, quando d'estate si creavano quelle sfide impossibili, da SUbbuteo del passato, dove si tornavano a giocare derby impensabili contro squadre come Monza, Pro Patria, Legnano, Pavia, Lecco... Tutte maglie cromaticamente ineccepibili, gare giocate tutte di sera, nella nostra Lombardia, con i nonni appoggiati alle transenne accompagnati dai nipoti, lì a ricordare 'quand serum in Serie A (o anche B)' e poi ancora 'el veniva el Milan (o l'Inter) ehhh hi eren fort minga ball'. Splendide amichevoli al sapore di taleggio, tra zanzare incazzate e lampioni d'anteguerra, con i giocatori con maglie numnerate dall'1 all'11 e le prime 'zampettate' dei nuovi arrivi: 'Ma ti te le vist giugà chellì?'. ' No, mai. Su nanca chi l'è...'.
Quel darsi di gomito convinti di essere a una 'prima' della Scala, mentre magari sei ad Alessandria o a Vigevano e il 'Grande Milan' è venuto a casa tua a farti visita. Una maniera, se vogliamo, democratica e popolare di vivere il mondo del pallone. Ma no, adesso devono andare in Thailandia a giocare, contro squadre dal nome impronunciabile o ridicolo, come Atletico Real Ping Pong ChantPiongPehn (ovviamente inventato), che non si incontreranno più nella vita e, consentitemelo, soprattutto non faranno mai statistica. Perché senza statistica non c'è storia e se non c'è storia, scusatemi tanto, ma a cosa serve essere il Milan? (foto: Statistiche Lilla)
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