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A un passo dalla cessione al PSG, Zlatan Ibrahimovic ironizza sul Milan, che per la prima volta in carriera gli ha fatto provare sulla pelle cosa significhi essere scaricato
Tutto è compiuto, anche se l'agonia tarda a concludersi. Ibra ha trovato l'accordo con il PSG, il medico dei francesi è in Brasile a fare un check-up completo a Thiago Silva, i due club si sono già stretti la mano da giorni. Mancano le firme, che arriveranno presumibilmente tra domani e lunedì, ma ormai c'è poco da fare. Chi sperava (o temeva, come il sottoscritto) nell'ennesimo colpo a sorpresa serale di Silvio Berlusconi, questa volta rimarrà deluso (o sollevato).
Impossibile che il Milan, agli occhi di tutti gli osservatori, italiani e stranieri, non appaia per quello che è: un principe decaduto che sta vendendo le sue ultime proprietà private al miglior offerente, in modo da garantirsi un buen retiro perlomeno dignitoso. Certo, da qui a immaginare lo sberleffo non da parte di tifosi avversari, ma di Zlatan Ibrahimovic, uno che smetterà di guadagnare 12 milioni all'anno per andarne a prendere 14, ecco, ce ne passa. E invece è andata proprio così, secondo il Corriere della Sera:
"La decisione del Milan di sbolognarlo al Paris Saint Germain lo ha invelenito e nelle roventi telefonate con la sala macchine rossonera al civico 3 di via Turati in Milano la sua rabbia si è trasformata in ironia: «Ma il Milan davvero non ha più soldi? Siete messi proprio male... Vi serve un assegno?». Ovvio l'imbarazzo dall'altra parte del telefono. E del resto Ibra aveva capito tutto con largo anticipo, se è vero che il 25 maggio, dal ritiro della nazionale svedese, aveva puntato il dito sulle difficoltà economiche rossonere («Non ci sono soldi per comperare cinque campioni o tutti quelli che ci vorrebbero») provocando l'irritazione dell'entourage di Barbara Berlusconi".
Ibra non è certo un personaggio al di sopra di ogni sospetto. La sua natura la conosciamo e ancor meglio la sua autobiografia ufficiale: non è mai stato tenero con il suo passato. Anzi, da un certo punto di vista, il fatto che spernacchi il Milan significa che lo sente già come parte del passato. Una conferma della svolta, insomma. Ma non solo. Perché Ibra, a differenza di quanto era accaduto con Juve, Inter e Barcellona, non aveva mai espresso pubblicamente il desiderio di andarsene dal Milan. Ci stava bene e voleva davvero arrivare alla scadenza del contratto. È stato il Milan ad avere il mal di pancia, a volerlo cedere. Un'insolenza che uno come lui non poteva non restituire in qualche modo.
ZLATAN IBRAHIMOVIC un grande giocatore un grandissimo mercenario
Era reciproca, lui certo non voleva restare
Lo aveva sbolognato anche il Barcellona, dai...
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alle 19:50
Gianni Antonio Geraci
io sono interista..vi dico che porta male..veramente...