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Stravaganze nerazzurre: da una parte si esalta l'onestà dell'ex terzino dell'Italia, dall'altra gli si danno tutte le responsabilità per i dossier, i pedinamenti e chissà cos'altro.
"Lo scudetto 2006 è assolutamente nostro". E ancora: "Giacinto Facchetti era la persona più leale e onesta che conoscevo. Peccato se ne sia andato prima che potessimo ripagarlo con tutte le vittorie". Frasi di Bedy Moratti, estrapolate da un discorso sicuramente più ampio.
Ma perché oggi parlo di Inter? Sono impazzito? Oppure chissà, in fondo l'estate è la stagione dei chiacchieroni per eccellenza. No, in realtà ne parlo per difendere Facchetti. Sì, è ufficiale: ho perso la testa per il caldo afoso di questi giorni.
Forse gli juventini non sanno che difendere Facchetti può essere un buon modo per fare rosicare i "cartonati'. I "perdenti". Gli interisti, avete capito. Bedy Moratti ne traccia un modello di comportamento, come pubblicamente fanno tutte le teste pensanti nerazzurre. Pensanti, oddio...
Peccato che durante il processo intentato dall'arbitro De Santis contro la società nerazzurra, proprio a Facchetti siano state date tutte le responsabilità negative per uscirne puliti e lindi. Sì, avete capito bene: l'angelo Giacinto è stato scaricato dall'Inter. In perfetto stile morattiano. I legali interisti, infatti, così si sono difesi al processo: "Facchetti non aveva le deleghe necessarie per commissionare le attività di dossieraggio ai danni dell'ex arbitro".
Insomma, Facchetti agiva da solo. Era una scheggia impazzita. Non faceva gli interessi dell'Inter. Solo casualmente, poi, la squadra nerazzurra ne ha tratto vantaggio. E che vantaggio. Farsopoli è stato messo in piedi da Facchetti. Massimo Moratti, la Telecom, Tronchetti Provera, il magazziniere di Appiano Gentile erano ignari di tutto. Che angeli, loro.
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alle 22:57
Mastrosimone Leonardo
arrivano i prescritti ahahahahahahahahahahahahahae gli onestiahahahahahahahah