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Dopo il pareggio con la Croazia il capitano azzurro prova a esorcizzare la paura in vista dell'eventuale biscotto tra Spagna e Croazia: "Morti e feriti? No, non ci credo: stavolta è diverso, e poi se lo facessero farebbero ridere l'Europa".
Beato Buffon (foto: infophoto) che non crede ai biscotti. Eppure chi non si ricorda quel dannato 2-2 tra Svezia e Danimarca che nel 2004 ci mandò a casa. Dopo il pareggio con la Croazia, otto anni dopo la storia rischia di ripetersi, cambierebbero solo gli artefici: Spagna e Croazia che in caso di pareggio dal 2-2 in su ci manderebbero a casa con la coda tra le gambe.
Il capitano azzurro, che ne ha sparate di grosse finora, prova a esorcizzare la paura: "Morti e feriti? No, non ci credo: stavolta è diverso". E pensare che proprio lui aveva aperto il ritiro azzurro con una sentenza "alle volte meglio due feriti che un morto". Il destino - secondo Gigi - è nelle mani dell'Italia: "La qualificazione dipende tutta da noi, ho la certezza che se dovessimo vincere l'ultima contro l'Irlanda saremmo qualificati. E poi se Croazia-Spagna finisse proprio 2-2 si metterebbe a ridere tutta l'Europa".
Già rispetto a Euro 2004 sono cambiate tante cose, ma l'animo umano resta sempre corruttibile (forse di più ora), cosa a cui Gigione proprio non vuol pensare: "Otto anni fa c'erano due squadre di pari valore, e per di più 'cugine', per le quali passare il primo turno era già un'impresa. Così avevano vinto il loro Europeo. Qui invece c'è una squadra, la Spagna, che è superiore in tutto e per tutto all'altra e che non vorrà rischiare la propria reputazione. Sono campioni del mondo, e non vorranno macchiare le loro carriere. Io non ci credo, non ce li vedo: qui non ci saranno feriti, e neanche il morto". E si che Buffon ne conosce di gente che ha macchiato le proprie carriere con cose ben peggiori.
L'esaltazione della sportività delle furie rosse continua: "La Spagna ha dei giocatori con un pedigree che non permette l'etichetta di antisportività e di far ridere l'Europa. Hanno la certezza di essere i più forti e sono certo che vogliono anche arrivare primi nel girone: quindi perchè dovrebbero fare una cosa del genere?". Gli fanno eco Bonucci e Maggio: "Spero proprio di no e di sicuro non mi rassegno ad eventuali pastette. Noi dobbiamo crederci finchè la matematica non ci condanna".
Tutti sulla stessa linea. Solo Montolivo si mostra un po' più realista: "So che a volte il calcio è anche questo". Se biscotto sarà rassegniamoci: nel calcio prima si vince da soli sul campo. Più forti di tutto e di tutti.
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