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Mathieu Flamini ha rinnovato a sorpresa per un altro anno. Uno pseudorinforzo che potrebbe tornare utile, ma che certo non può bastare a completare un centrocampo orfano di un punto di riferimento
Un tira-e-molla per Thiago Silva o Ibrahimovic lo puoi anche accettare. Una telenovela-Flamini molto meno. Ci sono voluti un paio di mesi per sapere se il francese, prelevato ormai 4 anni fa dall'Arsenal e mai convincente in rossonero, si sarebbe degnato di proseguire la carriera al Milan, previa una consistente riduzione del suo inconcepibile stipendio. Alla fine la risposta è arrivata nella serata di ieri: Flamini resta per un altro anno.
Una notizia a sorpresa, dal momento che la porta per il marsigliese sembrava essersi definitivamente chiusa, dopo le dure parole di Adriano Galliani di qualche giorno fa. Seccato dalle esitazioni di Flamini e del suo staff - che speravano di strappare un ingaggio più vicino ai 4 milioni di euro che percepirà fino a questo giugno, piuttosto che agli 1,5 milioni proposti dal Milan - l'a.d. dalla gialla cravatta aveva pubblicamente dichiarato che il silenzio del francese era stato interpretato come dissenso. Spaventato dalla presa di posizione del Milan, Flamini si è affrettato a richiedere un incontro con la dirigenza, che pareva destinato a essere un puro meeting interlocutorio. E invece è arrivata subito la firma: un anno di contratto a 1,5 milioni di euro netti a stagione. Insomma, resa incondizionata: evidentemente, non c'era tutto questo movimento attorno al 16 rossonero.
E ci mancherebbe altro. Stiamo parlando di un giocatore che in 4 anni non ha mai saputo ritagliarsi un posto da titolare nel Milan, nonostante l'inesorabile declino dei vecchi titolari, e che per qualche misterioso motivo continuava a risultare uno dei giocatori più pagati dell'intera Serie A. Discreto mediano di interdizione, ma niente di più. Nulla che non si possa trovare facilmente sul mercato dell'usato - basti pensare a Nocerino e a Muntari, capaci di incidere molto di più di Flamini.
Ecco perché sarebbe un tragico errore se Galliani dovesse mantenere fede a quanto detto nei giorni scorsi, ovvero: "Arriverà solo un centrocampista, poi il mercato sarà chiuso". Un centrocampista serve ancora: uno che sappia giocare davanti alla difesa, ruolo che al momento può esser ricoperto soltanto da Ambrosini e Montolivo, con interpretazioni radicalmente diverse e affidabilità sul lungo periodo tutta da verificare. Manca il pivote che è stato Van Bommel negli ultimi 18 mesi: che non è certo Flamini, né nessun altro giocatore presente in rosa.
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