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Domani, Milan-Novara sarà l'addio di quattro indimenticabili eroi rossoneri: Gattuso, Inzaghi, Nesta e Seedorf. Un saluto multiplo come solo una volta prima, nel 1993
Non ce ne vogliano Van Bommel e Gianluca Zambrotta, giocatori e professionisti esemplari che ricorderemo tutti con grande piacere, né gli altri che eventualmente potrebbero non far più parte di questo club, ma domani pomeriggio l'abbraccio di San Siro sarà tutto per Gennaro Gattuso, Filippo Inzaghi, Alessandro Nesta e Clarence Seedorf - decani milanisti, eroi di Manchester e di Atene, che domani varcheranno i confini della polis rossonera senza mai per questo poterne uscire dagli annali. E fa niente se avrebbero meritato un proscenio migliore di Milan-Novara.
Abbiamo parlato di ciò che è successo in questo anno strano, amaro e terminale, in cui non tutto è come sembra, men che meno la prospettiva futura. Il ciclo di questo inizio secolo era già concluso da un pezzo, da almeno tre anni, e l'addio ai senatori è solo lo scorrere dei titoli di coda, senza che vi sia alcuna promessa di un altro spettacolo in programma. Ma, almeno fino a lunedì, la preoccupazione per quello che verrà lascerà il posto alla nostalgia per quello che è già stato.
Rino, Pippo, Sandro e Clarence: cuore, spada, scudo e cervello. Di addii ne abbiamo vissuti parecchi e anche più traumatici: Shevchenko, Kakà, Maldini, Pirlo, solo per ricordare i più recenti. Ma Rino, Pippo, Sandro e Clarence vanno via tutti insieme. Via tutti insieme e non c'è nemmeno il tempo e lo spazio per dedicare a ciascuno di loro un omaggio. Via tutti insieme, come forse solo una volta prima: 19 anni fa, dopo la dolorosa notte di Monaco e del Marsiglia di Boli, Gullit e Rijkaard salutarono il Milan dopo sei e cinque stagioni colme d'oro e di porpora. E, anche se nessuno ancora lo sapeva, in fondo quella notte salutò anche Marco Van Basten, che non sarebbe mai più stato in grado di scendere in campo.
Pochi giorni dopo, sui cancelli di Milanello fu appeso uno striscione: "Frankie, Ruud, è meglio perdere 100 Coppe dei Campioni che due come voi". Non si poteva dire meglio di così, ieri come oggi.
(foto: infophoto)
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alle 19:59
AE
Sottoscrivo ogni parola, e domani sarà davvero difficile non commuoversi.