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Juventus campione d'Italia: l'intima gioia di un blogger tifoso bianconero

Lunedì 7 Maggio 2012, 12:42 in WonderJuve di

Intima e poi da condividere: solo un altro tifoso può capire i vertici a cui si arriva per una squadra di calcio. E quanto si può sprofondare per uno sconfitta.

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Da bambino andavo sul balcone per guardare i cortei con le bandiere della Juventus che scorazzavano per la mia città. Poi sono diventato anche io uno di quegli schiamazzanti e clacsonanti puntini bianconeri. Soffrendo come un cane per una sconfitta, gioendo come niente nella vita per una vittoria.

E' strano essere tifoso. Nessuno può capirti se non un altro tifoso. Ed è l'unico legame che ci può essere tra un interista e uno juventino, tanto per intenderci. Che poi, in Coppa o in amichevole, si tifa contro. Però un milanista, un interista, un laziale sanno cosa stai provando sempre perché lo hanno provato anche loro.

La finale di Atene 1982: avevo otto anni. Eppure, al fischio finale, rimasi seduto senza parole sulla poltrona. Piansi, anche. Era un mese che a scuola avevo inventano uno slogan: "La Juve è forte e vincerà, la Coppa Campioni nostra sarà". Una delle prime grandi sconfitte della mia vita. Dovrebbero fortificarti.

Sì, ho detto sconfitte della vita. E lo confermo. Ci sono cose ben più importanti del calcio, ma il tifoso non scinde facilmente l'amore per la squadra del cuore e il resto. Pur sapendo che c'è differenza.

Perugia, lo scudetto perso nel fango. Mi chiusi in camera. Incapace di parlare. Di arrabbiarmi. Da solo. Nessuno poteva confortarmi in quel momento. Il mondo si stava fermando in quel pomeriggio di tarda primavera. Come faccio, ora?

Le finali di Champions buttate via. Un'amica che, dopo quella con il Real Madrid, mi dice: "Dai, è solo una partita di calcio". Mi piaceva quella ragazza. Ma perse tanti tanti punti quella sera. La finale di Manchester con il Milan e io stavo con una milanista. Alla fine, che dirle? "Tu vai pure se vuoi festeggiare". Era suo diritto. Io, solo, a curarmi di nuovo le ferite. Come se tutte le volte dovessi ricominciare da capo.

Ci sono poi le gioie. Per fortuna tante con la Juve. La Champions vinta a Roma, a vedere la partita in un locale con amici. Tutti a tenerci per mano ai rigori. Finché Jugovic...felicità esplosiva, pianto incontrollabile. Abbracciato alla sciarpa con quei due colori, il bianco e il nero.

Quel 5 maggio 2002. Incredulo. Con un amico che porta lo spumante e io che ci manca poco che gli rida dietro. E invece c'aveva ragione. E al 4-2 della Lazio ero per terra a battere i pugni come un bambino. Di gioia, ovviamente.

Ieri riecco quella gioia. Quel concentrato di emozioni. Solo a casa a soffrire. La pioggia di Trieste...ehi, vuoi vedere che? Ecco, il Milan sta vincendo. No dai, scacciamo quei pensieri. Sì sì, sì. Nessuno però mi ha sentito urlare. Eppure non avevo voce alla fine. Come se la gioia intima mi avesse prosciugato tutto.

Una gioia intima che poi però vuoi condividere con tutti. Ed eccomi in giro in corteo. Dopo anni difficili in cui però non ho mai smesso di credere nella mia Juve. Dopo ogni maledetta domenica in cui sembrava che non sapesse più vincere, riecco i clacson.

No, chi non è tifoso non può capire. Tutti gli altri, sì. Ed è per questo che oggi mi va di dire ai milanisti: "Avversari di tifo, compagni di gioie e sofferenze, oggi è dura. Ma domani sarete in giro di nuovo anche voi". E che nessuno pensi di poter guarire da questa malattia. Chi dice che ce l'ha fatta, mente. O è stato costretto da mogli/fidanzate che un pomeriggio hanno urlato: "O me o Lei". E come il ragionier Fantozzi sono andati al cinema con l'auricolare nell'orecchio. Oppure non hanno più davvero la capacità di emozionarsi (Riccardo, noi ce l'abbiamo ancora).

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4 commenti
4
03 Apr 2013
alle 18:30

Klodian Laura Koni

cuore bianco nero per sempre

3
24 Set 2012
alle 15:25

Massimiliano Sabatini

tutto vero!!!!!!!!!!!!!!!!!

2
19 Set 2012
alle 13:14

Peppe Di Girolamo

FORZA JUVE

1
09 Set 2012
alle 13:31

Giada Alessi

viva la yuve


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