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Alessandro Nesta lascia il Milan dopo 10 anni, e con lui se ne vanno Inzaghi, Seedorf, Gattuso, Zambrotta e Van Bommel. E Galliani, colto alla sprovvista, prova a rimediare
Alessandro Nesta (foto: infophoto) ha dato l'addio al Milan e al calcio italiano. Ha scelto di farlo con una conferenza-stampa, un modo inusuale per un timido naturale come lui, ma non si poteva sgattaiolare via come se nulla fosse; non se sei stato tra i protagonisti assoluti di un decennio indimenticabile, non se sei stato il più grande centrale (dopo Baresi, ma prima di Maldini e di tutti gli altri) che abbia vestito questa maglia. Nesta, che qualche settimana fa aveva scartato decisamente l'ipotesi-Juventus, volerà negli Stati Uniti: per lui, che ha casa a Miami, è pronta un'avventura biennale nella MLS. Buona fortuna, ancora non ci rendiamo conto di quanto ci mancherà uno così.
Siccome di 'sti tempi le brutte notizie vogliono compagnia, l'addio di Nesta sarà quasi certamente seguito da quello di Rino Gattuso, che oggi pomeriggio comunicherà la sua decisione ad Adriano Galliani. A 34 anni e dopo quasi un anno di inattività, Rino vuole sentirsi importante ancora come giocatore e non solo come cane da guardia dello spogliatoio (mestiere per il quale, in realtà, sarebbe molto utile, soprattutto per tenere a bada Ibra), ma è chiaro che Allegri ha fatto altre scelte. Di Seedorf, Inzaghi e Zambrotta si sapeva già tutto. Insomma, nel giro di un anno lo zoccolo duro dello spogliatoio rossonero si è sbriciolato come una mummia esposta alla luce del sole. Rimane solo Ambrosini, anche perché, con il ritorno di Van Bommel in Olanda, gli è stato prospettato un anno ancora tra i primi 15-16 giocatori della rosa.
Ciò che sorprende i tifosi rossoneri è la rapidità con cui tutto questo sta accadendo, in una società tradizionalmente orientata verso la conservazione della memoria storica. Il punto è che, fosse stato per Galliani, il cambiamento sarebbe stato graduale: l'anno scorso Pirlo, quest'anno magari Seedorf, Inzaghi e Zambrotta, l'anno prossimo Nesta, Ambrosini e Gattuso. Sono stati i giocatori a scegliere. La realtà è che nessuno di loro, abituati com'erano al rapporto quasi fraterno con Carlo Ancelotti, ha legato con il distaccato e cinico Massimiliano Allegri (tranne, in parte, Gattuso). Il tecnico, gravato dello scomodo compito di tagliatore di teste, non si è fatto amici tra i veterani. E i veterani, semplicemente, non hanno alcuna voglia di agevolargli il compito. Dunque, baci e abbracci, ma ora ve la sbrigate voi.
Proprio un bell'affare per Galliani, che all'improvviso si trova a dover spalmare su più giocatori il suo budget per gli acquisti, che è pari allo zero Kelvin, in un periodo in cui la sua stessa poltrona traballa come un incisivo da latte. Richiamati Yepes e Flamini, ai quali era già stato dato il benservito, ripresi i contatti con Ogbonna (ma Cairo spara alto), scandagliato il mercato dei parametri zero e delle comproprietà (dopo i già acquisiti Montolivo, Acerbi e Traoré), messo in bancarella anche Mexes, oltre ai già esposti Pato e Robinho. Altre idee, per ora, non ce ne sono.
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Mi spiace che il gladiatore lasci il nostro impero!
i veterano però mantengono costante la filosofia dello spogliatoio, e aiutano i nuovi arrivati ad inserirsi meglio facilitando il lavoro dell'allenatore.
Gente che sia allena per i fatti suoi, arrogante ecc...sono il cancro delle squadre; se l'inter ha avuto grossi problemi prima di calciopoli era per questo fatto
@Paolo, spero che quelli che hai menzionato resistano, purtroppo si applica il professionismo troppo alla lettera
I veterani del Milan, contrariamente agli interisti, hanno avuto l'intelligenza di capire che si è chiuso un ciclo. Risparmiare così tanto sugli ingaggi (e avere quindi risorse per il mercato) non credo dispiaccia poi tanto a Galliani.
io non sono per la politica dei giovani a prescindere, uno deve giocare se è buono, altrimenti che stia a casa sua. Il problema è che dalla Primavera del Milan di giocatori buoni non ne escono molti ormai da tanto tempo. Detto questo, secondo me qualcosa di positivo si intravede: Merkel è bravo, anche se purtroppo verrà sacrificato; e De Sciglio vale due volte Abate.
Di Nesta ricordo quand'era ancora giovanissimo alla Lazio una intervista in cui disse: "io non ho nulla da dimostrare a nessuno", cosa che me lo rese molto antipatico. Poi l'ingaggio al milan. Ebbi a ricredermi, Nesta è stato ed è uno da Milan.
Questi giocatori sono in via di estinzione, pochi esemplari in giro... De sciglio? chi lo sa? è da troppo tempo che non si vede un Maldini, fosse anche scarso, che esce dal vivaio e va in prima squadra e ci rimane per anni. Questa è la cosa che odio del calcio moderno
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alle 18:45
Effone
Però se non torni sul foro per salutare degnamente alcuni pezzi di storia, è la volta che mi incazzo :asd