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Barbara Berlusconi contro Adriano Galliani: c'è Pato al centro della guerra civile che sta scuotendo il Milan. Ecco l'analisi delle possibili conseguenze
Tutto è iniziato un anno e mezzo fa, con l'avvento in via Turati di Barbara Berlusconi, figlia minore del capo e personaggio in cerca di autore. O, meglio ancora: tutto era iniziato un anno prima, con la separazione tra Silvio e Veronica Lario e la conseguente distribuzione di fette dell'Impero anche ai figli di secondo letto (tra i quali, perlappunto, Barbarella). Chi si immaginava per lei una scrivania periferica, un ruolo di copertina, al massimo qualche delega al marketing, si sbagliava di grosso. L'obiettivo era prendersi tutto: non subito e in maniera preferibilmente incruenta, certo. Ma, per quello che in matematica è conosciuto come "effetto farfalla", uno spostamento nelle condizioni iniziali ha fatto sì che gli eventi prendessero rapidamente una piega imprevedibile.
Adriano Galliani è il plenipotenziario del club rossonero ormai da molti anni. Per le decisioni più importanti si passa sempre da Berlusconi, ma di fatto la società la gestisce lui - in maniera eccellente, al netto di qualche inevitabile errore. Per questioni strutturali che è inutile approfondire in questa sede (niente stadi di proprietà, distribuzione dei diritti TV, tassazione diseguale tra i paesi europei, etc etc), il mantenimento del Milan nell'aristocrazia calcistica costa alla controllante di famiglia, ovvero Fininvest, tra i 60 e i 70 milioni di euro all'anno. Una spesa che, dopo il Lodo Mondadori e il brusco calo di Mediaset, non si vuole più affrontare. Per Galliani la ricetta è una sola: da un lato, tirare la corda il più possibile su sponsor e diritti televisivi; dall'altro autofinanziare il club con qualche cessione pesante e rinforzare (si fa per dire) la squadra con l'acquisizione di parametri zero, prestiti e comproprietà, oltre a qualche occasione imperdibile (tipo Ibrahimovic).
È stato in questa ottica che, a gennaio, Adriano Galliani ha ceduto Pato al Paris St. Germain per 30 milioni di euro cash più 6 di bonus. Una mossa geniale, che avrebbe consentito al Milan di sbarazzarsi di un giocatore fisicamente (e non solo) malandato e acquisire un campione come Carlos Tevez. Ma l'Adriano sottovalutò un elemento: Pato è il fidanzato di Barbara. Naturalmente, in un'altra situazione societaria, nessuno avrebbe potuto opporsi a un tale capolavoro gestionale per questioni private. Ma, in prossimità di una lotta per la successione monarchica, persino una scelta inappuntabile, anche se rischiosa, si è trasformata nel pretesto perfetto. Ed è da questo preciso momento che le cose al Milan hanno iniziato a precipitare.
Due casi su tutti: MilanLab e Massimiliano Allegri. Entrambe creature gallianesche per antonomasia, entrambi ghiotti punti d'appoggio per mettere all'angolo l'amministratore delegato rossonero. La strage di infortuni? Colpa di MilanLab. Che tuttavia esiste da dieci anni, nel corso dei quali non si era mai verificato nulla di simile. Fa niente se poi il settore medico vive in un mondo separato. Fa niente se i giocatori hanno tutti i loro preparatori e fisioterapisti personali. Fa niente se l'ormai spudorata anarchia di Zlatan Ibrahimovic, il tamarro pluriripetente che si allena come vuole lui e solo alle sue condizioni, ha contagiato anche gli studenti più giovani (Boateng, per dirne uno), approfittando del disimpegno graduale dei senatori.
O prendiamo Massimiliano Allegri. Ha vinto uno scudetto al primo anno, ci è andato vicino al secondo, ha restituito un'anima a un gruppo che l'aveva persa, pur navigando in acque malsicure dal primo all'ultimo giorno. Eppure, ai Berlusconi Allegri non piace. Allegri non gioca come il Barcellona (d'altra parte, Muntari e Nocerino valgono quanto Xavi e Iniesta). Allegri ha fatto perdere lo scudetto al Milan per aver rischiato Thiago Silva in Coppa Italia - Thiago che si allena coi suoi preparatori e che si rifiuta da un paio di settimane di scendere in campo, benché clinicamente guarito. E allora ci si fa fotografare insieme a Fabio Capello, che ha il pregio raro di poter passare sia come nuovo allenatore che come nuovo dirigente. Si stuzzica Guardiola, che guadagna sei volte di più di quanto è disposto a spendere il Milan.
Nel 1972, il famoso etologo Konrad Lorenz titolò così una sua conferenza: "Può il batter d'ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?". Chissà quali saranno le conseguenze del battito d'ali della farfalla brasiliana, o meglio del Papero. Probabilmente è ancora presto per aspettarsi l'uragano in Texas. Per il momento ci si accontenterà di qualche testa minore (Tognaccini?), e di cazzeggiare sul mercato, limitandosi a manovre minori, mentre la vecchia guardia se la dà a gambe (via tutti, tranne forse Ambrosini). Ma il bersaglio finale è già stato individuato, ed è un capoccione grosso e lucido.
(foto: infophoto)
LINK UTILI:
Milan, 250 giornate di infortuni: a fine anno si cambia
Tifo per galliani e le sue strategie.....caro Silvio ho sempre saputo che l'italia era troppo per te....cerca di governare almeno la famiglia.... (sic).
@paolo
non faccio il contabile, e quello che mi è stato spiegato è che Fininvest ogni anno caccia soldi per il Milan. Se poi non è così e un qualunque ragioniere è in grado di smentirlo, allora aspetto che il ragioniere in questione sveli al mondo la verità.
scusa ma non sono d'accordo. il nostro ad ha una gestione allegra (per dire poco) di procuratori, trasferimenti, scarsa gestione dei ricavi...le questioni non sono cosi come sembrano spiegate nei post: i roblemi di gestione ci sono e sono rilevanti.
un appunto: ricordati che il milan è parte di una holding. alla holding secondo te ripianare il bilancio costa davvero 70 mln? basta un corso base di contabilità per capire che non è cosi e il bilancio del milan è costruito in modo funzionale a quello di fininvest...
be...
Sono d'accordissimo con Enrico..bravo Enrico
iL mILAN NON HA BISOGNO DI CAPRICCI DI UNA BELLA FANCIULLA,L'AMORE E' UNA COSA GLI AFFARI E' UNALTRA COSA,IL PAPERO NON HA SOLO INFORTUNI,MA SEMBRA ANCHE POCO CARATTERE,SEMBRA UN BAMBINO VIZIATO,MA DAGLI ERRORI SI DEVE IMPARARE. E' VERO CHE PAGA PAPA' SILVIO E PER QUESTO NOI TIFOSI GLI SIAMO GRATI ETERNAMENTE MA I TIFOSI HANNO IL LORO PESO E SE LA SQUADRA VA LO STADIO SI RIEMPIE E GLI ABBONAMENTI FIOCCANO.BABARA,ASCOLTA GALLIANI E IMPARA IL MESTIERE,SEI UNA RAGAZZA FANTASTICA E FORTUNATA,SI MENO PADRONA E PIU' AMICA ,TI APPREZZEREMO MOLTO DI PIU'.SONO TIFOSO DA 54 ANNI E NON HO ALTRA FEDE CALCISTICA.
Gran post!
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alle 21:20
paolo zvone
paolo, le perdite del milan si trasformano in risparmi fiscali sul consolidato della holding, ovvero garantiscono un risparmio sui profitti di fininvest. per sapere quanto bisogna moltiplicare la perdita per l'aliquota marginale della holding. di fatto in questi anni le perdite del milan sono state "gestite" per fare in modo che ci fossero risparmi fiscali