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Sconcertante apertura di Giancarlo Abete, presidente della FIGC, all'ipotesi di terza stella sulle maglie della Juve in caso di scudetto
A differenza di qualche suo giocatore, Massimiliano Allegri dice di credere ancora nello scudetto. E fa bene: la biblioteca alessandrina del pallone è colma di fragorosi crolli e folgoranti rimonte. Ma è chiaro che servirà qualcosa di molto simile a un cataclisma, con tanto di mutamenti climatici incorporati, per strappare alla Juventus un tricolore (meritatissimo) che, loro sì!, vollero sempre, e fortissimamente vollero. Servirebbe molto meno, invece, per strappare dalle maglie bianconere la terza stella che il principe della Restaurazione monarchica - Andrea Agnelli - vorrebbe appuntarsi sul petto il prossimo anno, in barba a ogni regola scritta e di buon senso. Basterebbe un po' di coraggio e un minimo senso di rispetto per il ruolo che si ricopre. Troppa roba, se riferita a Giancarlo Abete (foto: infophoto).
Interrogato sulla possibilità di vedere la Juventus campione d'Italia con tre stelle sulla maglia, come a celebrare il 30esimo scudetto della sua storia e non il 28esimo, Giancarlo Abete, presidente della putrida FIGC, ha gracidato:
"Se si porrà il problema ne discuteremo, stando attenti al rispetto delle regole"
Mentre perfino Don Abbondio si è dissociato, le mie orecchie hanno spiccato il volo e attualmente stanno orbitando attorno a Saturno.
Ma di cosa diavolo vuole discutere, Abete? Dei due scudetti che la Juve (anche giustamente, da un certo punto di vista) reclama a gran voce da anni, e che lui stesso ha rifiutato di rimettere in gioco, con la pilatesca non-decisione dell'estate scorsa? Ha compreso, Abete, che la terza stella significherebbe esattamente questo? Riprendersi forzatamente quello che la giustizia sportiva e la FIGC ufficialmente non gli vogliono dare? Che sia giusto o meno - non ne discutiamo in questa sede - la Juve ha 27 scudetti, e i due che le mancano le sono stati tolti dalla FIGC. Non sono spariti nel nulla.
O forse Abete ha compreso benissimo, e in cambio della simbolica terza stella la Juve ritirerà il ricorso da 400 milioni di euro contro la FIGC. Una proposta che non si può rifiutare, insomma. Una testa di cavallo tra le lenzuola. Un presidente della Federcalcio con la spina dorsale più consistente di quella di una vongola avrebbe respinto sdegnosamente un'oscenità del genere. Avrebbe difeso la propria posizione e quella dell'istituzione da lui rappresentata, giusta o sbagliata che sia. Ma non staremmo parlando di Abete, la pecora che s'inginocchia davanti all'Agnelli.
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che personaggio abete...
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alle 09:56
CONDOR JUVE
rivogliamo li scudi 2005 - 1909-1908 o 400 mln di danno