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Pep Guardiola e Athletic Bilbao, evviva il calcio etnico

Venerdì 27 Aprile 2012, 02:13 in Calcio estero, Sport&Dintorni di

La finale di Europa League sarà fra Atletico Madrid e Athletic Bilbao. I baschi, che per scelta, schierano solo giocatori legati alla propria etnia, non vincono un trofeo dal 1984. Intanto Pep Guardiola rilascia interviste in catalano

AthleticBilbaohomesite.jpg L'Atletico Madrid ha conquistato la finale dell'Europa League. E' la ciliegia sulla torta di una tre giorni calcistica che ha visto in ginocchio l'altra e ben più potente squadra della capitale spagnola, il Real Madrid, eliminata in Champions League dal Bayern Monaco. Sono molto felice per i 'colchoneros', da sempre i 'cugini poveri' delle 'merengues', il cui splendido stadio, il 'Calderon' (costruito sopra un'autostrada), pare ormai avere i propri giorni contati. Ma anche l'avversario dell'Atletico riscuote la mia simpatia e approvazione. Si tratta dell'Athletic Bilbao, pure lui spagnolo... alt! Dico spagnolo? Meglio dire basco.

Già, perché La squadra che gioca le sue gare interne al 'San Mames' (che non vince più nulla dal 'triplete' del 1984, quando vinse campionato, coppa e supercoppa nazionali), è dei Paesi Baschi, area geografica che si trova a cavallo tra Spagna e Francia. E, per la cronaca, compie un mirabile gesto di spirito popolare, inserendo tra le proprie fila solamente, e dico solamente, giocatori baschi.

Leggiamo da Wikipedia com'è la storia: "Il club è inoltre noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori che siano Baschi o di origini basche (sia di Hegoalde che di Iparralde), oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi (come ad esempio fu il caso del brasiliano Biurrun, trasferitosi da giovane nel Paese Basco). Nonostante questa possa sembrare una scelta razzista, in realtà è una forma di esaltazione di tutto ciò che è basco. D'altro canto, per mantenere la sua internazionalità, l'Athletic ha conservato la h nel suo nome per sottolineare la sua origine britannica (tranne nel periodo franchista in cui fu obbligato a sostituire la parola Athletic con Atlético per nazionalizzare il nome) e tessera spesso allenatori non baschi.A inizio 2010 un sondaggio compiuto tra i tifosi dell'Athletic da parte della dirigenza circa la possibilità di tesserare giocatori stranieri (cambiando le regole di tesseramento), ha portato ad un 94% di risposte negative, confermando l'attaccamento dei tifosi alla nota tradizione del club. Un secondo sondaggio relativo ad un'eventuale possibilità di tesserare giocatori "oriundi" (stranieri con origini basche), ha portato ad un 52% di risposte affermative, ma solo se di prima generazione (con genitori o nonni baschi) oppure che abbiano iniziato a giocare nelle giovanili di squadre basche oppure con provata fede calcistica 'rojoblanca'".

Insomma, fosse capitato in Italia immaginiamoci le reazioni dei fautori della tanto decantata 'unità nazionale', vissuta come l'unico diktat per passare altrimenti come 'fascisti, razzisti, omofobi, xenofobi, idrofobi' e chi più ne ha, più ne metta. Se l'Udinese, che peraltro rappresenta in pieno lo spirito del popolo friulano (pur senza schierare più praticamente giocatori 'furlani' dai tempi di Danilo Bertotto) avesse fatto una scelta del genere probabilmente sarebbero partite inchieste parlamentari, strillate sui giornali e manifestazioni dei 'soliti idioti'. Invece, per fortuna, Pep Guardiola può tranquillamente fare la propria conferenza stampa in catalano alla faccia dell'unità nazionale spagnola, o forse proprio rendendole merito perché, pur se uscito dal franchismo, il popolo spagnolo capisce che le etnie sono qualcosa di assolutamente preesistente alle nazioni, vanno curate e tutelate, perché rappresentano noi e la nostra storia, e perderle sarebbe un delitto contro l'uomo. Ma basta andare in qualsiasi altro Paese al mondo che non sia un regime dittatoriale per comprenderlo. In Canada per esempio, dove il 'Salad Bowl' permette a tutte le etnie di fondersi mantenendo la propria identità, o come in Gran Bretagna, dove in Scozia si può parlare (quasi) tranquillamente di secessione senza destare scandali. Ma già, l'italiano medio è troppo legato alla sua idea manichea di 'bianco o nero', di 'giusto o sbagliato'. Il grigio qui è ignoto, o meglio impera nei cervelli di chi compone la propria politica a forza di slogan elettorali.

Detto questo, nella finale tra Atletico e... Athletic non so proprio per chi tifare. Entrambe mi stanno parecchio simpatiche. In onore alle due gemelline incontrate l'altra sera in metropolitana, con tanto di maglia biancorossa del Bilbao autografata, dico Athletic, pronto però a cambiare idea appena cambi il tiro del vento, come ogni buon italiano che si rispetti.

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