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Il Milan supera a fatica il Genoa per 1-0, grazie una rete nel finale di Kevin-Prince Boateng, e resta aggrappato coi denti al sogno scudetto.
Ci è voluta una zampata del resuscitato Boateng (foto: infophoto) a 4' dal termine per consentire a un Milan boccheggiante di superare il Genoa in disarmo per 1-0, restando così attaccato con le unghie e coi denti alla capolista Juventus, che con quella di Cesena è giunta alla settima vittoria consecutiva. Ma i tre punti e il ritorno di Boateng sono le uniche cose da conservare di un pomeriggio che ha confermato, semmai ce ne fosse bisogno, che la luna rossonera è calante.
La prima frazione è stata una copia in cartacarbone di quella orrida messa in scena contro il Bologna. Una sola differenza, ma fondamentale: nell'unica sortita offensiva i rossoblu emiliani avevano fatto gol, quelli liguri invece si sono procurati un rigore evidentissimo (fallo di mano di Nesta su tiro di Birsa) che il mediocre Gervasoni non ha ritenuto di dover fischiare. I rossoneri, da parte loro, ci mettono 30 minuti esatti per farsi vedere nei dintorni di Frey, con un guizzo di El Shaarawy neutralizzato da Grandqvist. E qui fanno ancora discutere le scelte di Allegri, che insiste nel proporre una squadra troppo coperta (tre mediani di rottura insieme, come domenica) quando proprio non se ne ha la necessità.
Dopo 5' della ripresa, il tecnico livornese decide di osare, ed è anche ora: fuori Van Bommel ed El Shaarawy, dentro Boateng e Cassano, con Emanuelson che scala sul centrosinistra. Non che il Milan si metta a giocare bene, lontano anni luce com'è dall'intensità e dalla convinzione dei giorni migliori, però perlomeno si arriva a tirare in porta. Frey si salva di pugno sul siluro di Ibrahimovic (a proposito, ben svegliato: pane e marmellata?), poi ringrazia il tallone di Kaladze, che devia quanto basta il diagonale velenoso di Emanuelson. Non si passa e allora una mano ce la dà Jankovic, che falcia Abate e si guadagna anzitempo gli spogliatoio per doppia ammonizione. I rossoneri premono: Cassano prova a sorprendere Frey con uno splendido destro a giro, ma la palla termina a lato di un niente. Entra anche Maxi Lopez.
E a 4' dal termine l'ostinazione - perché di altro non si può parlare - del Milan fa breccia: cross di Emanuelson dalla sinistra, sul secondo palo è appostato il Boa, che mette giù e fulmina Frey con una forte conclusione in mezzo alle gambe, per l'1-0 finale. Non servirà a molto, ma se non altro abbiamo evitato che quello di Marco Borriello a Cesena passi alla storia come il gol-scudetto.
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