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A un quarto d'ora dalla fine, il braccio di Vergassola ferma un cross: niente rigore. E per la Juve sfuma la possibilità della fuga.
Sì, è vero, contro il Siena la Juventus (foto: infophoto) ha fatto un passo indietro. Forse due. E dopo 15 partite consecutive, in casa, non è riuscita a segnare. Soprattutto, ha fatto il primo tiro pericoloso nello specchio della porta quando era già passata quasi un'ora.
Tutto vero. Ma se a un quarto d'ora dalla fine l'arbitro Peruzzo avesse concesso un solare rigore per tocco di braccio di Vergassola, ora staremmo parlando della prima fuga vera. E bianconera. Di una partita difficile, come spesso accade in casa contro le provinciali chiuse a riccio, ma risolta comunque dal dischetto. Di tre punti preziosi e comunque meritati. Invece nulla. Peruzzo, che era vicino vicino al momento del fattaccio, ha fatto finta di nulla. Ha tenuto aperto il campionato.
E ora riprendiamo a parlare dei difetti della Juve. Se il ritmo non è altissimo, fa fatica con tutti. In attacco, anche cambiando l'ordine degli interpreti, si fa sempre troppa difficoltà a far gol (provare con Del Piero poteva essere un'idea). E' il quarto pari in casa contro una cosiddetta piccola. Troppi per chi vuole vincere lo scudetto.
Si parla di braccino corto. C'era la fondata possibilità di staccare il Milan e i ragazzi lo sapevano. Forse hanno avuto paura. E questa volta lo stadio non è riuscito a dare la spinta decisiva.
Resettiamo lo 0-0, facendo comunque i complimenti a Sannino e al suo Siena. Il tecnico ha limitato Pirlo e ha impostato tutta la gara sui due difensori centrali, praticamente insuperabili. Ci sono altre partite, altre tappe. Bisogna pedalare ancora. Prima o poi qualche rigore ce lo daranno pure. Nel frattempo, sotto ragazzi...
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alle 08:39
cassio
la discrezionalità concessa agli arbitri nella valutazione del fallo di mano, va tolta: Perchè dietro la discrezionalità si posssono celare interessi personali.