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Rese note le motivazioni del processo di Napoli, che ha condannato Luciano Moggi, ma che di fatto scagiona la Juve, a cui è stato tolto ingiustamente il titolo 2005.
Ci sono 558 pagine di motivazioni e 29 motivi in più per dire che quella del 2006 non è stata Calciopoli, ma Farsopoli. Sono state rese note oggi le motivazioni del processo di Napoli e il punto principale è uno: "Il campionato 2004-2005 non era irregolare". Per capirci, quello vinto dalla Juventus di Fabio Capello e revocato, senza essere assegnato a qualcun altro.
Ma ci sono altri passaggi importanti nelle pagine scritte dal giudice Teresa Casoria (foto: infophoto). Andiamo a leggerne alcune. Per il giudice, andare a cena, telefonare e cercare di avvicinare i designatori arbitrali era "esistenza di un quadro sociale (nel mondo del calcio italiano dell'epoca, ndr) delle condotte indicativo di una generalizzata tendenza a conquistare il rapporto amichevole, in funzione del suggerimento, con designatori e arbitri, che pero' non e' di per se idoneo, ad avviso del collegio, a precludere il giudizio sui reati". Insomma Moggi per la sua "indiscussa competenza" nella materia del calcio ha posto in essere una "invasione di campo della discrezionalità tecnica di designatori e arbitri", nonostante il risultato delle partite in oggetto potesse essere positivo per la Juve, la corte poi riconosce che "la posizione rispetto alla contestazione esce fortemente ridimensionata dal dibattimento", anche se resta penalmente valutabile per il pericolo alla competizione messo in atto dal telefonare dei protagonisti.
Andando ancora avanti a leggere, si scopre che "la difesa e' stata in fatto molto ostacolata nel suo compito dalla mole delle telefonate, 171 mila, e dal metodo adoperato per il loro uso, indissolubilmente legato a un modo di avvio e sviluppo delle indagini per congettura, emerso dal dibattimento". Ostacolato da chi? Non serve dirlo.
E a proposito, i sorteggi arbitrali taroccati? Leggete, leggete: "Che il sorteggio non sia stato truccato, così come hanno sostenuto le difese, e' emerso in maniera sufficientemente chiara al dibattimento. Incomprensibilmente il pubblico ministero si e' ostinato a domandare ai testi di sfere che si aprivano, di sfere scolorite e di altri particolari, se il meccanismo del sorteggio per la partecipazione a esso di giornalista e notaio era tale da porre i due designatori, Bergamo e Pairetto nell'impossibilita di realizzare la frode".
Ecco perché è più che mai Farsopoli.
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