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L'uruguayano, all'esordio quest'anno con la maglia della Juventus, mette al tappeto il Milan che aveva pareggiato con il piccolo faraone.
Strappiamo Martin Caceres (foto: infophoto) al suo ruolo di esterno e schieramolo attaccante, please! E' lui il protagonista di Milan-Juventus, andata della semifinale di Coppa Italia. Non una volta, ma due. A ribadire che al momento i bianconeri di Antonio Conte sono meglio dei rossoneri di Massimiliano Allegri, che avevano trovato il pari momentaneo con el Shaarawy, sempre più simile al primo Del Piero.
La Juve ha vinto perché è stata letale nelle ripartenze, con un Giaccherini autentica spina nel fianco, e perché in difesa ha un mostro come Andrea Barzagli. Ha vinto perché forse ci ha messo più rabbia per evitare che - come dicevano in tanti - un'eventuale vittoria dei rivali potesse aprire qualche crepa nelle sue sicurezze.
La Juve ha vinto perché anche a San Siro, nel primo tempo, ha fatto la partita. E perché nella ripresa, pur soffrendo quando Ibrahimovic ha provato a fare la faccia cattiva, non è rimasta sulle sue, impegnata a portare a casa l'1-1, ma ha colpito ancora. Cambiando tutto l'attacco (ancora una volta sterile, in verità).
Il Milan ha perso perché non ha saputo leggere le ripartenze bianconere. Quando i tre centrocampisti Juve ripartivano, il Diavolo non rinculava con la necessaria velocità. Il Milan ha perso perché ha fatto poco in fase offensiva e perché oggi a Ibra manca tantissimo Antonio Cassano.
A proposito di Ibrahimovic, ha trovato ancora una volta il modo di animare il dopopartita. Facendo arrabbiare Storari in particolare. Non è ben chiaro cosa succeda dopo il fischio finale: un altro buffetto, questa volta ai danni del portiere torinese?
Ultima nota per Caceres: il primo gol è di rapina, il secondo è un morbido destro all'incrocio, da trequartista. E nell'azione dell'1-0 hanno toccato palla Padoin, Borriello e il matador uruguayano. I tre che sono arrivati e gennaio. Conte ha proprio ragione ad abbracciare tutti, il mercato l'ha gestito come in estate. Con sapienza.
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