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Il tornado del calcioscommesse dopo il Bari adesso tocca il Bologna: è quello che esce dalle dichiarazioni di Angelo Iacovelli, factotum del club pugliese che, dopo essere stato tirato in ballo da Andrea Masiello, ha restituito al mittente le accuse
Potremmo definirlo il 'tornado Iacovelli'. Ovvero dopo che l'ex tuttofare del Bari Angelo Iacovelli è potuto tornare a casa, ai domiciliari con obbligo di firma, dopo essere stato scarcerato dall'istituto cremonese di Ca' del Ferro nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.
Un ruolo, quello di Iacovelli, che ora sì, appare essere divenuto fondamentale nello svolgimento delle indagini, grazie alla lunga testimonianza, quasi quattro ore, resa martedì al gip cremonese Guido Salvini. Una testimonianza che ha ribaltato il suo ruolo nell'organizzazione delle scommesse, ritenuto centrale dopo le accuse del calciatore Andrea Masiello, e ora invece ridimensionato a quello di semplice tramite e portantino del denaro fra alcuni calciatori del club barese e il gruppo di slavi che stava a monte del giro di scommesse illecite.
Quello che si può sicuramente dire è che sicuramente una grossa fetta dello spogliatoio del Bari dell'epoca, ricordo si parla della stagione 2010-11, sia coinvolta nella vicenda. Lo conferma il gip, quando nella sua ordinanza di scarcerazione di Iacovelli, parla di Masiello e definisce il racconto del suo coinvolgimento "reticente e giustificatorio". Al contrario, scrive sempre il gip, dalle indagini emerge che una "consistente parte della squadra del Bari" aveva "sistematici rapporti" con il gruppo degli zingari capeggiato da Amir Gegic". Il Bari, lo sappiamo, ha preso subito le distanze, si è dichiarato parte lesa della vicenda, ma certo gli sviluppi della questione non sembrano essere positivi per il club pugliese. E, notizia dell'ultima giornata, ora compaiono anche due nomi legati al Bologna, che proprio con il Bari aveva dato vita a una delle gare 'chiacchierate': Daniele Portanova e Marco Di Vaio.
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