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Nella prima edizione del Gran Galà del calcio Aic brillano diverse stelle, Ibrahimovic su tutti, ma è la serata di Fabio Capello e Giampaolo Pozzo, che ricevono due meritatissimi premi. E anche Gattuso conquista la platea. Scopri com'è andata
La serata comincia con le note dell'Inno di Mameli e le immagini (poco applaudite per la verità) della finale mondiale del 2006. Poi, ad uno ad uno, passano dal palco i calciatori premiati, che firmano un pallone e lo lanciano fra il pubblico.
Il Teatro Dal Verme di Milano è gremito per la prima edizione del Gran Galà del calcio dell'Aic. Nel dominio rossonero (clicca qui per tutti i premi), Zlatan Ibrahimovic è senza dubbio il più acclamato insieme a Totò Di Natale che vuole al terzo titolo di capocannoniere e pensa agli Europei (che si merita in pieno).
Fa rumore, invece, l'interista Thiago Motta che fa di tutto per essere accostato al Paris Saint Germain, mentre non vede l'ora di riprendere a giocare Gennaro Gattuso, che ringrazia più volte i compagni per l'affetto dimostrato e il patron di Radio Italia, che ha devoluto 30000 euro a Fondazione Milan per il suo gol contro la Juve. Simpatico e genuino l'intervento di Ringhio, come quello di Fabio Capello - mai banale a differenza di molti giocatori e allenatori - che svela curiosi retroscena sul suo passato, fa i complimenti ad Allegri e li riceve da Ibra.
E' commosso anche Giampaolo Pozzo, presidente dell'Udinese, società di Serie A che più si è distinta nella passata stagione. Un modello da seguire non solo sul campo ma anche fuori. Da imitare anche Simone Farina e Fabio Pisacane, premiati per l'esempio dato nella vicenda calcioscommesse.
Thiago Silva e Armero (nella foto tratta da imilanclub.com) sono costretti anche a un breve e piuttosto impacciato siparietto musicale sulle note del tormentone Ai se eu ti pego, che intonato da Kevin Prince Boateng fa impazzire le ragazzine e le donne presenti. Su tutte Alessia Ventura che non lo nasconde (non è che dopo Melissa Satta il Boa ha fatto ancora centro?).
A proposito di Alessia, davvero bellissima ma poco incisiva. Quando sale sul palco l'altra Ventura, Simona, si vede la differenza. Anche il grande Dan Peterson appare un po' un pesce fuor d'acqua: tre ore sono troppe consueta lui e per una kermesse del genere, molto enfatizzata e segnata dalla troppa voglia di fare spettacolo a tutti i costi. Una conduzione comunque discreta nel complesso ma troppo pro-Milan (forse per i diversi sponsor rossoneri presenti?); forse non è un caso che l'Inter con i suoi giocatori abbia abbandonato il teatro anzitempo. Derby anche qui.
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