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Alla Coppa del Mondo di rugby di scena in Nuova Zelanda vengono vietate le caratteristiche conramuse scozzesi: e sul web si scatena la protesta

Niente cornamuse, siamo neozelandesi. È polemica ai Mondiali di rugby, dove i tifosi scozzesi di rugby hanno chiesto di togliere il divieto alle cornamuse negli stadi oceanici. Peggio delle vuvuzelas insomma, un affronto difficile da digerire per una nazione che ha fatto la storia della palla ovale e che dal proprio caratteristico strumento è stata accompagnata in ogni parte del mondo.
«Ho suonato la cornamusa nella maggior parte degli stadi del Regno Unito, e anche in Francia nel corso dell'ultima Coppa del Mondo, e sono stato sempre ben accolto. Perché gli organizzatori neozelandesi hanno deciso di vietarle negli stadi?», si è chiesto Matt Strachan, un tifoso scozzese che ha lanciato una
pagina di protesta su Facebook dopo aver saputo che sarebbe stato cacciato dagli impianti del Mondiale se avesse tentato di introdurvi la propria cornamusa. «Dopo aver speso un sacco di soldi per venire in Nuova Zelanda a sostenere la mia squadra, sono rimasto scioccato nell'apprendere che le cornamuse non erano autorizzate negli stadi», ha dichiarato Strachan al quotidiano "The Scotsman". Gli organizzatori della Coppa del Mondo hanno fatto una lunga lista di oggetti vietati negli stadi, fra i quali ombrelli, vuvuzelas, "segni di appartenenza" a una gang, bastoni di bandiere più lunghi di 80 centimetri e "pezzi staccati di veicoli". Ma cosa credono, che siano Mondiali di calcio?
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