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Criscito e la Casa Russia: KGB addio, il calcio è allo Zenit

Mercoledì 31 Agosto 2011, 07:32 in Calcio, Calcio estero di

Criscito sceglie di andare nel campionato russo. Giocherà nello Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti. Cambia l'immagine della Russia del pallone: le spie di un tempo non ci sono più

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Mentre Sky, MammaRai e i vari media continuano a venderci l'immagine di un campionato italiano in grado di tenere il passo con i tornei più forti d'Europa, ecco Domenico Criscito, non Francesco Totti o Alessandro Del Piero, che prende 'baracca e burattini' e si trasferisce nella San Pietroburgo di Luciano Spalletti, dove giocherà nello Zenit.

Criscito, soprattuto, non è Samuel Eto'o, ma il contratto che gli è stato sottoposto è un quinquennale. "Spero di onorarli tutti, poi un domani tornerò in Italia. Ma non adesso, non presto". E ancora: "Mi hanno detto che si può arrivare anche a 30 sotto zero. Preoccupato? No, vorrà dire che mi coprirò e correrò di più". Insomma, l'Italia è lontana è davvero lontana vista da laggiù. "Non so cosa ci sia dietro questo flusso verso la Russia, di sicuro sulla mia scelta ha contato tantissimo la presenza di Spalletti e ora non penso proprio a tornare, un'esperienza all'estero ti aiuta molto anche a livello umano, l'Italia mi manca e conto di tornarci, magari al Genoa con cui ho vissuto anni bellissimi, comunque a San Pietroburgo sono felice, si sta bene, è una bella città e lo Zenit è una società assai organizzata e una squadra forte, insomma mi sono ambientato subito". Dieci anni fa questa situazione sarebbe apparsa impensabile. La Russia per me era ancora una grigia serie di nomi anche affascinanti: CSKA, Lokomotiv, Spartak, Torpedo, i classici nomi dell'Europa del Patto di Varsavia, tra manette e calze di nylon passate alla frontiera. E l'idea, buffa e drammatica, che un drappello di agenti del KGB, la domenica pomeriggio, toltisi impermeabile e guanti di pelle, lasciato nel cassetto il fil di ferro con cui strangolare la spia avversaria di turno, indossassero maglietta e pantaloncini per affrontare l'ennesima partita nello stadio Lenin. Esiste qualcosa di più tetro? E ora, invece, è arrivato Criscito.

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