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Del Piero rivuole gli scudetti tolti (d'altronde è l'unico modo per vederne ancora uno...)

Venerdì 2 Aprile 2010, 10:30 in Calcio, Calcio Serie A, Calciopoli di
scudetto-2006Juventus.jpg

Era un po' che non si sentiva qualche juventino chiedere indietro gli scudetti tolti qualche tempo fa dopo l'esplosione dello scandalo Calciopoli. Questa volta Blanc, Buffon e compagnia bella hanno lasciato parlare Alessandro Del Piero. Pinturicchio è stato chiaro: "Gli scudetti tolti alla Juve? Negli ultimi giorni ci sono state dichiarazioni che fanno pensare a qualcosa di diverso dalle sentenze. Quei due scudetti noi ce li sentiamo orgogliosamente nostri per come li abbiamo vinti sul campo e mi auguro che vengano riconosciuti anche a livello globale". Comprendo il buon Alex. Chiedere indietro quelli tolti e l'unico modo che ha per vederne ancora uno scudetto da vicino.

Vi sembrerò troppo duro nei suoi confronti, ma trovo questa uscita davvero inutile. Del Piero è il capitano di questa Juventus, la bandiera bianconera, ma negli ultimi tre anni non l'ho mai sentito alzare la voce per difendere i suoi colori. La nuova dirigenza sta portando all'inferno la Vecchia Signora, ma il buon Alex si è sempre (e solo) preoccupato del suo posto in squadra. Più le cose sono andate male, più lui ha urlato ai quattro venti: "E' un momento difficile. Lo supereremo". Caro Alex, questo è un momento che dura da tre anni e guardandosi attorno sembra poter durare ancora a lungo.

Tirare in ballo gli scudetti cancellati, adesso che si parla con insistenza di telefonate tra i vertici dell'Inter e Bergamo, è troppo facile. La Juventus è un carretto diretto alla discarica, come è possibile che il suo capitano non si prenda la responsabilità di dire qualcosa? E poi parliamoci chiaro: quei due scudetti (e diversi altri aggiungo io) gridano vendetta. Ma pensavate davvero che nessuno dell'Inter avesse mai telefonato a Bergamo & Co.? E' palese che anche loro telefonassero, ma questo non significa che la Juventus non meritasse una sanzione. Ho ancora negli occhi le splendide direzioni di gara di De Santis, Dattilo e Bertini e nelle orecchie le telefonate tra Moggi, Giraudo, Mazzini, Meani e Collina. Mi bastano queste quattro cose per dire che la Juventus farebbe meglio a non parlare più di quei titoli. Magari bisognava evitare di regalarne uno all'Inter, ma su questo poco si può fare. In Italia la giustizia è un ordine virtuoso malleabile come la creta. Sarà pure bendata, ma nel nostro Paese guarda dritta negli occhi i potenti. Sempre.

18
18 commenti
18
26 Giu 2012
alle 23:57
17
11 Apr 2010
alle 18:00

Gianni

Ho difficoltà a credere nell'obiettività dei commenti che riesumano i veleni sparsi da coloro che avevano interesse alla vicenda "calciopoli". A certi livelli, non sapere ovvero vedere solo un lato della verità, è colpevole, ma comportarsi da "negazionisti" è vergognoso. La tanto esaltata giustizia sportiva ora non è più tanto amata poichè le varie sentenze stanno ribaltando ciò che ha consentito vittorie insperate e da tempo mancanti all'azienda del petroliere. Si può scrivere quello che più fa piacere ma valutare innocenti le cocenti allusioni contenute nelle intercettazioni di Moratti e Facchetti è davvero umoristico e puerile.

16
04 Apr 2010
alle 23:00

miki foggia

ex codice sportivo art. 1, (vale anche per Moratti).

Friday, December 15, 2006CON GLI ARBITRI DI CALCIOPOLI DANNEGGIATE JUVE E FIORENTINA LO STUDIO
FABRIZIO BIASIN
Da Libero di giovedì 14 Dicembre 2006 Guarda un po': dopo le chiacchiere, le accuse, i fiumi di parole e le polemiche varie, nell'ambito del celebre caso Calciopoli salta fuori uno studio quantomeno singolare. Quattro cervelloni dell'Università di Londra (Walter Distaso e Leo Leonida della "Queen Mary University") e dell'Università di Messina (Dario Maimone e Pietro Navarra), si sono arrovellati su fatti, arbitri indagati, sfaccettature e numeri del torneo di serie A 2004-05. Per capirci: quello vinto dalla Juventus, ma sottratto alla stessa dopo mesi di indagini da parte della procura di Napoli. «Moggi e i suoi hanno condizionato questo e quell'arbitro» si diceva, e quindi «è giusto togliere il tricolore dalle maglie dei bianconeri». Così è stato fatto, storia dell'ultima, focosa estate. Passano i giorni, le temperature si abbassano e i suddetti studiosi si lanciano in un calcolo a 360 gradi neanche troppo complicato. Cosa risulta dalle scartoffie? Pensa te, i bianconeri con gli arbitri inizialmente indagati (De Santis, Rodomonti, Bertini, Dondarini, Rocchi, Messina, Gabriele, Racalbuto e Tagliavento) conquistavano meno punti che con quelli cosiddetti "puliti". E in numeri - si sa - non mentono. A far quattro conti risulta che Del Piero e compagni - capaci di mantenere una media punti pari a 2,63 nelle partite dirette dagli arbitri senza macchia - con quelli sotto inchiesta si sono dovuti accontentare di una media punti pari a 1,89. Mica male se si tiene presente un altro dato: sul totale di 38 partite i bianconeri sono stati fischiati equamente dai "corretti" e dai "corrotti" (diciannove partite dirette per categoria). Strano no? Di più, secondo lo studio la stessa sorte è toccata ad altre due squadre penalizzate: il Milan (2,19 punti in media contro 2) e la Fiorentina (1,22 punti in media contro 0,93). In pratica solo la Lazio tra le squadre penalizzate ha ricevuto vantaggi (e che vantaggi) dagli arbitri sotto inchiesta; secondo lo studio, infatti, i biancocelesti (arbitrati 11 volte dagli arbitri sotto inchiesta contro 27 direzioni "pulite") hanno toccato una media punti pari a 2 con i primi e pari a 0,81 con i secondi. Ora, o la Lazio era maestra indiscussa nel cosiddetto "campionato parallelo", o qualcosa non torna: ma come, questi qua condizionavano i fischietti a loro piacimento e con gli stessi ottenevano meno punti? Parola a uno dei promotori dello studio, Pietro Navarra: «Il nostro è uno studio puramente statistico. Non ci interessa, nè siamo in grado di stabilire, se Moggi e gli altri dirigenti indagati potevano condizionare le partite, ma dal nostro punto di vista possiamo mettere in evidenza tre ipotesi più che valide: o non esisteva alcun condizionamento arbitrale nel torneo 2004-05, o esisteva ma non ha prodotto risultati rilevanti, o è possibile pensare a uno scontro tra dirigenti per l'acquisizione del sistema calcio che ha dato luogo a società vincenti e perdenti in quello che possiamo definire "campionato parallelo"». Tre ipotesi e un solo punto fermo: Juventus (in maniera evidente), Fiorentina e Milan in termini complessivi non hanno ottenuto vantaggi dagli arbitri inquisiti. «In più - continua Navarra - nello studio abbiamo tenuto conto anche della forza degli avversari affrontati dalle squadre coinvolte. La Juventus, per esempio, ha incontrato squadre più forti nelle partite dirette dagli arbitri sotto inchiesta. Questo potrebbe spiegare, almeno in parte, la considerevole differenza nella media punti complessiva».
Guarda art. 19 codice giustizia sportiva (vedi caso guardiola).

 
15
04 Apr 2010
alle 21:50

Silvio De Rossi, Blogosfere staff

Per Raffa:

Guarda... al momento in nessuno telefonata trovo "prove" contro Moratti e l'Inter. E' palese che Bergamo dovesse cercare di tenere buoni i "fessi". E Così faceva. Dava un contentino qua e là all'Inter, ma alla fine chi tirava le fila erano Juve e Milan. Ascolta la telefonata tra Bergamo e la Fazi. Bergamo dice che quando ci sono di mezzo "quelli di Torino" alla fine incassano sempre e solo loro. Cosa vuol dire? A me sembra chiaro.

Infine: Bergamo chiamava Moratti e gli diceva: "Per la Coppa Italia vi diamo questo arbitro...". Moggi (ecco la differenza) chiamava Bergamo e stilava con lui le griglie delle designazioni. Mi sembra che la differenza sia lampante. 

E ancora: Moratti dice "grazie" e "molto bene". Meani dice a Bergamo: "A Trefoloni gli tagliamo la testa noi...". Ecco le differenze. C'era chi tirava le fila e chi subiva. Quelli che subivano avevano un biscottino ogni tanto. La differenza è questa.

14
04 Apr 2010
alle 21:45

miki foggia

Per la giusta informazione e cultura: 

Undici abbonati del Lecce hanno chiesto i danni per le gare con Fiorentina e Juve, ma per l’avvocato Rochira non esistono prove oggettiveROMA, 10 giugno - Un rivolo di Calciopoli, lontanissimo dai riflettori del tribunale di Napoli. Eppure davanti al Giudice di Pace di Lecce, avvocato Cosimo Ro­chira, c’era un pezzetto non indifferente della storia pro­cessuale che ha sconvolto il calcio nel 2006: undici abbo­nati del Lecce chiedevano 165,78 euro di danni a Mog­gi e De Santis per le dome­niche trascorse al Via del Mare a guardare due gare molto presenti nei faldoni napoletani, Lecce-Fiorentina e Lecce-Juventus e sanzio­nate dal giudizio sportivo. Chiamata in giudizio con i due presunti cupolari, la Ju­ventus. Ecco che il 14 maggio (proprio l’anniversario di Pe­rugia- Juventus?) il giudice di pace leccese ha respinto la ri­chiesta formulata il 30 otto­bre 2006. Interessante la motivazione resa pubblica in queste ore con la quale Ro­chira spiega la sua decisione, che è - in assoluto - la prima sentenza di un tribunale del­lo Stato sulle vicende di Cal­ciopoli intese come illeciti sportivi. Il giudice Rochira non ritiene che il comportamento pro­cessuale della Juventus «che non si presentava a rendere interrogatorio formale, non può far ritenere come am­messi i fatti dedotti, poiché i fatti di cui al procedimento sono riferibili ad altra gestio­ne ». Insomma: che la nuova Juve non abbia partecipato al processo di Lecce non è stato ritenuto rilevante. Il problema per chi accusava Moggi e De Santis è che «non è stato in alcun modo prova­to il fatto descritto», ovvero niente combine tra Moggi e De Santis, niente cupola per due dei cupolari di spicco del processo di Napoli (anche se De Santis per un vizio di for­ma dovrà attendere una nuova udienza preliminare). Eppoi «il Giudicante non ri­tiene inoltre pienamente uti­lizzabili le sentenze rese da­gli organi di giustizia sporti­va essendo quest’ultimo giu­dizio strutturalmente diver­so rispetto al giudizio ordina­rio. Né si ritiene - ecco il bello - che le intercettazioni telefo­niche richiamate nel corso del giudizio (ma non ce ne so­no proprio per Lecce-Juven­tus, mentre per Lecce-Fio­rentina favorirebbero la Fio­rentina e non la Juve, ndr) possano avere valenza pro­batoria, non essendo utiliz­zabili in un procedimento di­verso da quello nel quale es­se sono disposte». Traduzio­ne: niente prova di un patto Moggi-De Santis, considera­to il braccio armato dell’ex dg dai pm di Napoli; inutilizza­bilità delle intercettazioni in altri procedimenti che non sia quello penale di Napoli. Ma questa era stata una del­le eccezioni principali respin­te senza tema da Caf, Corte Federale, Arbitrato Coni e perfino Tar. «Il processo spor­tivo s’è basato tutto su inter­cettazioni inutilizzabili in al­tri procedimenti se non in quello di Napoli»,- dice l’av­vocato Silvia Morescanti, le­gale dell’ex arbitro. Ecco poi Paco D’Onofrio, del collegio legale di Moggi: «E’ la prima sentenza che esclude un pat­to illecito tra Moggi e De Santis: non c’è la prova og­gettiva ed effettiva di quel­l’illecito consumato che ha portato alle condanne sporti­ve pesanti per i tesserati e la Juventus: cade anche il pre­supposto dell’utilizzabilità delle uniche prove su cui si sono basati i giudici per mandare quasi in C la Juve!»


13
04 Apr 2010
alle 21:40

miki foggia

 Per la giusta cultura ed informazione:

“IL SORTEGGIO ARBITRALE NON ERA TRUCCATO”, lo sostiene una sentenza della Corte d’Appello del Tribunale di Roma alla quale si era rivolto il giornalista Gianfranco Teotino, querelato dagli allora designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto.

Teotino è stato condannato al pagamento di mille euro di multa più le spese processuali.

I designatori si sentirono diffamati da due articoli apparsi sul settimanale Rigore e sul quotidiano La Stampa nei quali Teotino sollevava dubbi sulla designazione dell’arbitro Borriello per Roma-Juve sostenendo che il sorteggio arbitrale non era regolare. Il tribunale lo ha smentito dando ragione in primo grado e adesso anche in appello a Bergamo e Pairetto.

La vicenda potrebbe essere una delle tante “querelle” giudiziarie che non finiscono in cronaca, ma in questo caso assume una valenza diversa e ben più importante. Infatti, una delle colonne portanti dell’accusa nell’inchiesta napoletana su Calciopoli riguarda proprio il sorteggio. Secondo i giudici napoletani il sorteggio era irregolare, Bergamo e Pairetto ne erano gli organizzatori per conto della “famosa” cupola e per questo dovrebbero essere processati.

La sentenza di ieri, come già accadde a Torino con un pronunciamento analogo del giudice Maddalena, smonta questo teorema e potrebbe essere destinata a incidere anche sul processo napoletano. Perlomeno sarebbe curioso se il sorteggio fosse regolare per i giudici romani e truccato per quelli napoletani. Vedremo. Comunque questa sentenza è un’arma in più in mano alla difesa che cercherà di demolire l’impianto di accusa di Calciopoli. Chiusura:

La sentenza sportiva che ha condannato la Juve diceva la stessa cosa: i sorteggi arbitrali non erano truccati!Un "amico" bianconero un tempo scrisse: "a essere truccata è l'informazione
12
04 Apr 2010
alle 21:34

miki foggia

farsopoliquali sono gli illeciti di Moggi?..............quale è la differenza delle telefonate di Moggi e Moratti e ecc.?.............perche fino ad oggi le telefonate di Moratti e ecc. non esistevano?..........
La procura di Napoli ha reagito dopo la pubblicazione delle telefonate tra Moratti e Bergamo parlando di un tentativo di “fare disinformazione” e sottolineando che l’esistenza di una telefonata non rappresenti necessariamente un reato. La cosa che però lascia molto perplessi arrivati a questo punto, è che il Pm Giuseppe Narducci in data 27 Ottobre 2008, nella sua requisitoria di apertura del processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di 11 imputati, tra i quali Antonio Giraudo, aveva smentito categoricamente l’esistenza di altre telefonate che riguardassero altri dirigenti; ”balle smentite dai fatti” per usare le sue parole.
Lo scopo era quello di liquidare la tesi sostenuta da diversi imputati, tra i quali Moggi e Giraudo, seconda la quale ad intrattenere rapporti con i designatori erano tutti i dirigenti di tutte le squadre e che la cosa fosse normale e risaputa. Queste le parole del Pm Narducci nella sua requisitoria:
”Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti, o con il signor Sensi o con il signor Campedelli, presidente del Chievo. Ci sono solo quelle persone (gli attuali imputati, ndr), perché solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio. I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non e’ vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzino o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”
Adesso il Pm Narducci dovrà spiegare il perché di queste sue affermazioni, e chiarire se la sua negligenza fu di natura colposa o dolosa. Un velo sempre più torbido avvolge dunque la vicenda che adesso merita chiarezza nel più breve tempo possibile vista la grossolanità delle contraddizioni emerse che non lasciano margini ad interpretazioni di sorta.  segui il processo di Napoli e forse ti farai una bella, bella risata

11
03 Apr 2010
alle 13:33

Raffa

@Giorgio: non meriti replica, semplici parole insulse da tifoso che inizia a sentirsi... male.

@Max: 1) Per fortuna che c'è gente come te che di calcio ne capisce. Ne prendo atto. 2) Hai prove valilde a supportare i furti? Lo scambio di battute con Silvio, per fortuna pacato, da persona intelligente, è emerso, ed è oggettivo che non ci siano tali prove. Riguardi gli episodi, non commento, ce ne sono ogni anno, e se non erro da 4 anni a questa parte c'è n'è una sopra tutte le altre ad essere aiutata. Ma non scendo negli episodi per il motivo di cui sopra (oltretutto delle partite che citi tu non c'è traccia nelle telefonate portate dall'accusa.

Che dire... l'inter e i suoi tifosi iniziano a tremare. Il PM Narducci ha dichiarato il falso nell'ottobre dello scorso anno affermando che di telefonate tra moratti e facchetti con i designatori non ce n'erano. Sarà il caso di fare un pensierino e di smettere di chiamare gli interisti "onestoni". Scudetto 2005/2006, come da artocolo di Silvio non assegnabile. Rassegnatevi, questa è la realtà dei fatti, non delle chiacchiere da bar che leggo, qui e su altri media, nonchè quelle portate dall'accusa (copia e incolla dalla Gazzetta??? Ma scherziamo, in un processo penale?)

10
03 Apr 2010
alle 00:56

fabiana

e' la prima volta che capito qui ma non ho mai sentito tante stupidaggini messe insieme da codesto silvio de rossi. In pratica siccome la juve è attualmente  mal governata da una dirigenza insulsa del piero ne avrebbe la responsabilita' perche' non ha proferito parola:come se spettasse ad un giocatore,per quanto importante, fare e disfare una societa' di calcio. come non bastasse si dovrebbe stare zitti su moratti aduso agli stessi metodi di moggi,anzi anche peggiori, che hanno portato la juve alla semi-rovina. Perche' se era moggi ad contattare bergamo era illecito, invece lo fa moratti...questo perche' ci dobbiamo vergognare della attuale posizione in classfica . complimentoni

9
02 Apr 2010
alle 17:58

GIORGIO

o juventini ma non vi vergognate? quella verginella di del piero poi................ma statevene zitti che è meglio

8
02 Apr 2010
alle 15:35

Max74

Allora... di tutto si può parlare nel calcio... ma come arbitraggi paragonare gli scudetti della Juve a quelli dell'Inter vuol dire semplicemente: 1) non capire nulla di calcio; 2) continuare a ignorare i furti della Juve come si faceva negli anni delle vittorie bianconere...

L'Inter ha avuto qualche aiuto in questi anni come il Milan e la Juve stessa: le grandi da sempre sono state favorite. Ma è ben diverso che vedere una sola che viene aiutata e le altre no (e lo si vedeva negli scontri diretti... basta ricordare il rigore su Ronaldo del '98 o quello su Crespo in un Juve-Milan decisivo qualche anno dopo...).

 

7
02 Apr 2010
alle 12:46

Raffa

Benissimo, allora risolto il fraintendimento: credo siamo d'accordo. D'accordo sul fatto che, allora, se c'è qualcuno da condannare, questo qualcuno non sia solo la Juve (si, anche Milan, Fiorentina... ma non è paragonabile). D'altra parte gran parte della colpa ricade sulla dirigenza.

Non mi trovi d'accordo su ciò che scrivi riguardo Del Piero, ma io sono juventino e di conseguenza, di parte. Così anche sugli indizi che mi riporti, vero, sono fatti, ma non hanno portato a prove.

Dopodichè rispetto le tue opinioni, in fin dei conti è il tuo blog. Solo, sei partito un pò troppo a gamba tesa (sempre secondo me), e comunque, già solo leggendo la prima telefonata tra Moratti e Bergamo, l'Inter deve pagar dazio.

6
02 Apr 2010
alle 12:27

Blogosfere staff, Silvio De Rossi

Io non mi permetto di parlare di corruzione. E poi la parola "rubare" l'ho usata per fare un esempio. Sia chiaro.

Dico solo che c'era un sistema. Mi divertivo a guardare i diffidati della squadra che avrebbe incontrato la Juventus la settimana successiva. Quella domenica venivano sistematicamente ammoniti. Non sono prove, ma indizi interessanti. Per il resto le intercettazioni che abbiamo letto e riletto raccontano cose davvero interessanti.

Quelle dell'Inter saranno dello stesso tenore? Vedremo. Ma non penso che chiamassero per salutare...

5
02 Apr 2010
alle 11:46

Raffa

Scusa Silvio, continui a ripetere il verbo "rubare".Giusto, se uno ruba va in galera. Mi dai le prove di questo? O anche tu, come Auricchio, ti basi sui tabellini della Gazzetta, su Controcampo o su supposizioni? Gli arbitri suddetti sono stati prosciolti, ad oggi non c'è uno straccio di prova di corruzione. Il fatto che tu lo consideri palese è una tua considerazione, e su questo non può basarsi una sentenza. Come invece, d'altra parte, c'è una sentenza PENALE e definitiva sul caso passaporti, con Oriali condannato. Ma dalla giustizia sportiva... nada. Allora, tornando alle telefonate: o tutti quelli che telefonavano meritano una sanzione, oppure nessuno. E non mi dire che i contenuti fossero differenti, ti invito di nuovo a leggere le prime 2 telefonate sbobinate. Non escludo che ne escano anche di peggiori per il 13 aprile. Magari per quella data ci si "riscrive"?

4
02 Apr 2010
alle 11:26

Nash

Moggi ha commesso degli illeciti e su questo non ci piove.
Che quest'illeciti facevano parte di una consuetudine diffusa nel calcio italiano modifica in maniera più o meno decisa la sua posizione.
La dirigenza post-calciopoli è stata incompetente ad assumersi tutta la responsabilità senza nemmeno difendersi.
Dimmi tu qual'è l'imputato che non accenna nessuna difesa ad un processo?

Questa stagione rappresenta tuttavia l'annus horribilis per la vecchia signora, frutto di scelte tecniche scellerate, un'amministrazione incompetente e una sorta di depressione in tutto lo spogliatoio. Tuttavia i due anni passati non sono da buttare, un terzo e un secondo posto sono stati una grande conquista per una neopromossa (anche se questa si chiama Juventus). Merito di Ranieri? Io penso di si, Silvio, forse tu la pensi diversamente.

E comunque da non tifoso juventino riconosco che la Juventus pre-calciopoli, non avrebbe avuto bisogno di aiuti arbitrali, tanto era forte. Come l'Inter di questi anni.

In ogni caso condivido in pieno gli ultimi 4 righi di questo post.

3
02 Apr 2010
alle 11:07

Blogosfere staff, Silvio De Rossi

No, perdonami, devo replicare. Perché se hai scritto così vuol dire che non hai letto. Io ho scritto che è palese che la Juventus ne abbia combinate di tutti i colori in quegli anni. Non ho scritto che l'Inter non ha fatto nulla. E' diverso. Tutti telefonavano e tutti discutevano. Era impossibile che non ci fosse neanche una telefonata tra l'Inter e i designatori. E' normale che finalmente escano fuori.

Il punto è un altro: se uno ruba va in galera (magari non in Italia, ma il più delle volte dovrebbe essere così). Però se uno che ruba si giustifica dicendo "lo fanno anche gli altri" non mi sta bene. Quei due scudetti sono stati vinti in modo raccapricciante. Ricordo delle partite da neurodeliri con decisioni arbitrali al limite della follia. Lo stesso è stato per altri titoli vinti da altre squadre. Quindi evitiamo accuse e illazioni. Non scrivo quello che penso perché sono interista. Scrivo quello che penso perché lo penso. E oltretutto non sono interista. Su questo non transigo.

Grazie e Buona Pasqua.

2
02 Apr 2010
alle 11:00

angeka

e basta con questo voler ostentare che la juve sta andando giù ecc ecc.. nel frattempo l'inter ha avuto più processi aperti per diverse cose come passaporti falsi, falso in bilancio e anche qualche telefonatina e tutti parlano solo di balotelli...ma ditemi credete che l'inter li ha vinti regolarmente? se andiamo a vedere tutte le situazioni a favore regalate l'inter sarebbe retrocessa... del piero ha solo detto che lui si sente suoi quegli scudetti punto.... e non vi preoccupate la juve tornerà ad essere quella che era..con una batosta del genere neanche il real sarebbe tornato l'anno dopo con un secondo posto..

1
02 Apr 2010
alle 10:52

Raffa

Complimenti per l'articolo. Mi sa che hai letto solo quello che volevi leggere del processo di Napoli. Anzi, mi sa che non hai letto proprio niente. Non parleresti così.

Vero, 4 anni che non si vince nulla: la squadra è stata violentata da chi afferma di aver telefonato per fare gli auguri di Pasqua.

Direzioni di gara? Vogliamo parlare, ad esempio, di quelle di questi 4 anni, dove l'Inter poteva giocare con le mani e bastonare gli avversari in campo?

E leggiti anche i trascritti delle prime 2 telefonate di Moratti e Facchetti.

Credo che tu abbia perso una buona occasione per restare a letto stamattina e risparmiarti un post mediocre.

Informarsi prima di scrivere. Ha giò iniziato Moratti ieri: credo che la paura la si combatti controattaccando, vero, intertristi?


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