Sport e Motori
Non avevo sentito la notizia ieri, ma questa mattina la radio mi ha dato una mano. Squalificati per bestemmia il tecnico clivense Di Carlo e il ducale Lanzafame. In B a "peccare" è stato Scurto della Triestina. E Marcolini? No, il centrocampista del Chievo non dovrà dire tre Ave Maria perché come si legge nella decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel "proferiva apparentemente un'espressione gergale, in uso nel Triveneto ed in Lombardia, con becero riferimento a Diaz e non a Dio (il diverso movimento delle labbra nelle pronuncia della vocale aperta "a" rispetto alla vocale «o» legittima quanto meno un'incertezza interpretativa)". Ridicolo. Altro non so dire.
Come fanno a controllare tutti i giocatori? Hanno messo una telecamera fissa su ogni calciatore? Non credo proprio. Questo significa che spareranno a caso nel mucchio. Parliamoci chiaro: io non sono un santo e mi è capitato di bestemmiare. Sono comunque consapevole che sia sbagliato. Assolutamente sbagliato. Ma seguo le partite di calcio da più di due decenni e in campo si è sempre bestemmiato. Sui campi di calcio la bestemmia è da sempre considerata una normalissima esclamazione. Sono certo che nessuno dei "colpevoli" voglia realmente mancare di rispetto a Dio. Qualcosa si deve fare, ma non così. La solita ipocrisia italiota ha preso il sopravvento: puniamo i colpevoli! Come? A caso. Questa è la giustizia italiana: dimostriamo che abbiamo a cuore il problema e ci puliamo la coscienza. Ripeto: non è questo il modo.
Mandiamo degli uomini di Chiesa negli spogliatoio. Facciamo conoscere la religione ai nostri calciatori. La conoscenza apre la mente. Guardate i brasiliani come Kaka': pregano prima di entrare in campo e ringraziano il Signore dopo un gol. Poi ci sono Cavani, Legrottaglie e molti altri. E i musulmani come Muntari? Sono capaci di continuare a giocare e allenarsi anche durante il Ramadan. Questo perché conoscono la loro religione. Noi siamo un popolo che all'oratorio ci andava solo per giocare a pallone. Siamo un Paese dove le Chiese hanno un orario di apertura come i negozi. Un Paese dove conta l'apparenza. Non volete più bestemmie sui campi di gioco? Allora aiutiamoci tutti a imparare la religione cristiana. Il secondo comandamento dice "Non nominare il nome di Dio invano", ma noi dobbiamo andare oltre. La bestemmia è sbagliata perché manca di rispetto a chi crede, non perché è scritto da qualche parte. Se passiamo il messaggio che va punito chi viene beccato a bestemmiare allora impareremo tutti a farlo con la mano davanti alla bocca. Perché noi siamo fatti così. Ipocriti. E chi non è d'accordo scagli la prima pietra.
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