Sport e Motori
Pronte per raggiungere nuovi obiettivi? Subito al lavoro, allora! Scendete dal letto per prime ogni mattina, di buon ora anche quando non ne avete voglia. Allenatevi finché i muscoli non vi faranno male. Perché il successo non arriva così facilmente.
Questo è il messaggio che lanciano Serena Williams (numero uno del tennis mondiale), Maria Sharapova (vincitrice di tre tornei del Grande Slam), Susanna Kallur (detentrice del record mondiale sui 60m ostacoli) e Lianne Sanderson (attaccante del Chelsea FC). Quattro atlete che hanno raggiunto successo e fama internazionale, diventando primedonne e primatiste grazie alle loro doti naturali, alla passione per il proprio sport, alla mentalità vincente e al grande lavoro quotidiano.
Nei quattro filmati ognuna di loro racconta cosa significa vittoria e il segreto del loro successo. Con questa nuova campagna Nike celebra quattro sportive d'eccezione e presenta la Nike Zoom Fly Sister One+, l'innovativa scarpa della linea Nike Women.
Grazie alla suola realizzata con la tecnologia DiamondFLX, la Zoom Fly Sister One+, adatta per qualsiasi tipo di allenamento, migliora sorprendentemente le prestazioni, la potenza, l'equilibrio e il tono muscolare. Il tutto in meno tempo e con risultati sbalorditivi.
Inoltre, la nuova tecnologia DiamondFLX, fa lavorare di più il corpo permettendo di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Preparatevi ad essere al centro dell'attenzione.
Scheda tecnica Zoom Fly Sister One+:
Tomaia: realizzata in tessuto mesh per garantire leggerezza, traspirabilità e massimo comfort, grazie all’applicazione della tecnologia in Flywire rende la scarpa più leggera, fornisce il supporto al piede esattamente dove è necessario migliorando la calzata. Il nuovo sistema di allacciatura assicura maggiore stabilità nella zona mediale del piede offrendo il corretto sostengo e la massima libertà di movimento.
Intersuola: la nuova soletta è realizzata con una schiuma ultramorbida, mentre la tecnologia DiamondFLX applicata nella zona dell'avampiede garantisce flessibilità, comfort e miglior sensibilità alla pianta del piede.
L'unità: Nike Zoom, inserita nell'intersuola sotto al tallone, garantisce la corretta ammonizzazione e un’alta reattività. Il sostegno in schiuma ad alta densità, posizionato in corrispondenza dell'arco plantare, fornisce maggiore stabilità.
Suola: la parte anteriore della suola, nella zona dell’alluce, presenta dei piccoli perni in gomma che migliorano la trazione e durata in un’area soggetta a particolare usura. Grazie alla tecnologia Nike DiamondFLX il disegno della suola è stato rivisto. Aumentato il numero di scanalature per ottimizzare aderenza su qualsiasi superficie e flessibilità multidirezionale necessaria per gli spostamenti laterali.
La nuova Zoom Fly Sister One+ è predisposta per il sistema Nike+.
Udinese e Milan: la Bella e la Bestia
Manovra finanziaria 2011: Ibrahimovic in testa ai contribuenti del calcio
Scudetto 2006 Inter revocato: Moratti accetta, Agnelli tende la mano
Moratti si tiene lo scudetto e scarica la Gazzetta dello Sport: "Non la leggerò …
Novak Djokovic numero 1: i video più divertenti del campione serbo
Milan-Juventus: quando era Chiellini a prendere a pugni Alvarez e nessuno chiedeva…
Marco Borriello cancella Belen Rodriguez: "Immagino una mamma diversa per i miei b…
Lo schiaffo del giudice sportivo a Ibrahimovic: 3 turni di squalifica, niente sfid…
Super Bowl 2012: Madonna dito medio, scandalo in tv, bufera sulla cantante (il vid…
Udinese-Milan: Maxi Lopez e il Faraone firmano la resurrezione della mummia rosson…
alle 11:49
v.s.gaudio
Il momento ampio di Susanna Kallur
di V.S.Gaudio
Susanna Kallur è una normolinea mesomorfa: il suo indice costituzionale è attorno a 54(se 92 cm di hips è: 92 x 100: 170=54.11; se 91 cm è : 91x100:170=53.52); morfologicamente appartiene alla razza orientale di Deniker, che, una volta, era diffusa nella Russia Bianca, nelle regioni Baltiche, con qualcosa di meticciato con la razza nordico-occidentale che è sotto-dolicocefala e con i capelli castani.
Una Deniker, dunque, nordico-occidentale con un indice del pondus “alto”: se con hips 92 è 17; se 91 è 18: il valore è decrescente, si innalza da 20 a 12).
L’indice costituzionale del tipo normolineo mesomorfo va da 53 a 56, se fosse stata un po’ più alta, sarebbe stata compresa tra le longilinee mesomorfe, per le quali l’indice costituzionale varia da 50 a 53.
Per la corsa ad ostacoli veloce, la Mobilità come la Forza Muscolare deve essere abbastanza “alta”, a differenza della Massa e della Resistenza Muscolare che sono “medie”.
Il corpo totale, voi lo sapete, è fuori del linguaggio, alla scrittura arrivano solo pezzetti di corpi : della Kallur, per farla vedere, il suo corpo lo dobbiamo guardare, ad esempio, quando è seduta sulla pista, dopo la famosa caduta a Pechino, ed è allora che troviamo che il corpo patagonistico di Susanna Kallur è come un ologramma dolce alla vista e al tatto, privo di resistenza e quindi pronto ad essere striato in tutti i sensi dal desiderio, da questo eccesso(sferico) delle sue gambe, il patagonismo della pelle, questa consistenza in sé, un turgore così a lungo tenuto in sé o teso nello sforzo atletico, fa irruzione e si moltiplica con gioia, si fa cogliere direttamente e colma la sua astrazione massima e la sua pura oggettività con tutta la carne di cui è fatta.
Nell’ologramma immobilizzato troviamo la capacità di accelerare dall’immobilità completa al massimo della velocità e di mantenere quella velocità per il tempo richiesto, che è qualità ineludibile di chi corre sapendo che, a quel punto, dovrà sollevare il corpo come se sorvolasse sul parallelo, fin tanto che si arrivi al passaggio al meridiano finale.
Se nell’etimologia tedesca, il nome Kallur contiene l’”ur” di “uro”, che è, insieme, l’uro, l’antenato del bisonte, e il termine per indicare “coda”; e “kahl”, che è “nudo”, “sfrondato”, non ci sono dubbi su ciò che questo corpo atletico è destinato a immobilizzare e a scrivere per il poeta .Nel sanscrito, “kala” è il “momento fissato”, l’”occasione”, il “blu scuro”(il blu che è nella “divisa” delle atlete svedesi?); “uru” è l’aggettivo “ampio”, “spazioso”, “eccessivo”, o l’avverbio corrispondente o “lontano”, tanto che è questa atleta l’atleta del “momento ampio”, dell’”eccessivo momento”, il “lontano blu scuro”, la carne destinata a farsi tocco patagonistico in un momento eccessivo, che inscena Rudiobos, accarezzata dal dio del Vento del Nord, lei fa il Piccolo Cavallo e lui Borea sorvola con lei e in lei i paralleli del mondo[Se si pensa che “khala” è “terra” come “uru”, che ha un’accezione come sostantivo femminile di “terra”, si può capire come l’atleta che sorvola i paralleli possa essere consacrata al fantasma del visionatore quando è per terra, tanto che “khalu”,”infatti”,”ora” indica “invero” l’atleta nell’immagine che assolutizza e rende ampio il suo corpo patagonistico].