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Che forza questa Juventus. Si becca gli elogi per la vittoria con l'Inter e tre giorni dopo deve ingoiare i fischi per la debacle con il Bayern Monaco. Sapevo che sarebbe andata a finire così. L'ho capito al gol di Trezeguet quando Ferrara ha esultato come se fosse la finale della Coppa del Mondo. Non si può esultare in quel modo dopo appena venti minuti di gioco. Significa avere tanto nervosismo addosso. Significa avere paura di non farcela. E queste cose i tuoi giocatori le capiscono, te le leggono negli occhi. Non a caso il Bayern è cresciuto con il passare dei minuti, mangiando centimetri di campo e cancellando la Vecchia Signora.
Fa quasi spavento leggere il risultato finale: 4-1 per il peggior Bayern degli ultimi cinque anni. La Juventus è riuscita a prendere quattro pere da una squadra arruffata, disordinata e appesa alle giocate di Olic, giocatore senza infamia e senza lode che scorrazza per l'Europa da ormai dieci anni. Le colpe sono chiaramente tutte del povero Ferrara. Raramente ho visto un tecnico capirci così poco di calcio giocato. Dopo averne combinate di tutti i colori aveva trovato il giusto equilibrio a centrocampo con Marchisio, Melo e Sissoko. Il forfait del maliano doveva indurlo a inserire dal primo minuto Poulsen, ma lui ha voluto sbagliare di nuovo puntando su Camoranesi. La presenza dell'italoargentino ha costretto Diego a indietreggiare e spostarsi troppo spesso a sinistra. Ferrara ha di fatto annullato il brasiliano rendendo molto scarsi i rifornimenti per le punte. Non a caso il gol di Trezeguet è arrivato su un lancio di Marchisio, ancora una volta tra i migliori.
La presenza contemporanea di Camoranesi e Diego ha inoltre reso più vulnerabile la difesa, guidata da Cannavaro, ormai indiscusso re dei bolliti. Non meritano neanche un commento i cambi Amauri-Diego e Giovinco-Melo. Roba da richiamo immediato alla scuola di Coverciano.
La Juventus ha perso. Ha perso Ferrara. E un po' ha perso pure Lippi, che pensava di potere congelare la situazione bianconera con il suo fido scudiero partenopeo. Ma i veri colpevoli sono la dirigenza. Blanc, l'ormai "passato" Cobolli Gigli e quel bravo ragazzo di Secco. Hanno parlato di progetto ai tempi di Ranieri, lo hanno rifatto con Ferrara. Hanno fallito due volte. Hanno buttato nel cesso un centinaio di milioni di euro senza riuscire a dare un'anima nuova a questa Juventus. La Vecchia (vecchissima) Signora poggia ancora oggi le sue terga sui campioni del passato. Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Cannavaro e Buffon ben presto dovranno alzare bandiera bianca. E alla Juventus resterà tra le mani solo quel piccoletto tutto fumo di Giovinco. Le uniche due garanzie al momento sono Chiellini e Marchisio. Fa sorridere pensare che cercarono in tutti i modi di vendere il difensore a Manchester City e Liverpool. Fa sdraiarsi dal ridere il pensare che due anni fa nessuno aveva intenzione di puntare su Marchisio. Siamo di fronte a una società che ha basato la sua rinascita su troppe parole e pochi fatti. Adesso il buon Blanc urlerà ai quattro venti che la sua grande Juventus vincerà l'Europa League. Ancora parole. Troppe parole. Per riempire le orecchie dei tifosi bianconeri che sognano il ritorno della Triade. Ma il passato è passato. Fortunatamente.
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