Sport e Motori
Questa mattina si è spento Candido Cannavò. Abbiamo sperato in un miracolo, ma purtroppo non c'è stato nulla da fare. Sono cresciuto con la Gazzetta in mano e con i suoi racconti. Con il suo sorriso durante i tanti Giri d'Italia, con le sue parole sempre amichevoli. Mai troppo serioso, ha dato al giornalismo sportivo italiano un alto profilo che difficilmente potremo raggiungere di nuovo.
Tutta Blogosfere si unisce al dolore di amici e familiari. Ciao Candido, se nella vita scrivo di sport un po' è anche merito tuo.
La scheda di Candido Cannavò da Wikipedia:
Ha iniziato come giornalista sportivo ne La Sicilia a diciannove anni. Dal 1952 al 1955 ha ricoperto la carica di presidente del Cus Catania. Nel 1955 è stato ingaggiato come corrispondente da La Gazzetta dello Sport. Successivamente è diventato anche inviato speciale e tra le manifestazioni di cui si è occupato si ricordano alcuni Mondiali di calcio, ben 9 Olimpiadi e moltissimi Giri d'Italia.
Nel 1981 è diventato vicedirettore, poi condirettore e nel 1983 è succeduto a Gino Palumbo come direttore responsabile del quotidiano. È rimasto in carica 19 anni, fino al 2002, quando è stato sostituito da Pietro Calabrese. Durante la sua carica, la Gazzetta dello Sport si è consolidata come maggiore giornale italiano, ha iniziato la pubblicazione del settimanale Sportweek e ha aperto il proprio sito web. E' stato opinionista (sempre per la Gazzetta) e ha curato le rubriche Candidamente e Fatemi capire. Il figlio Alessandro, anch'egli giornalista, lavora come redattore capo al Corriere della Sera.
Il suo impegno è andato al di là dello sport. Da sempre si è occupato dei problemi della società, soprattutto della sua terra, e da quando ha smesso di dirigere la Gazzetta dello Sport ha pubblicato la sua biografia e tre saggi, che narrano la situazione delle prigioni italiane, dei disabili e dei senzatetto.
Il 22 febbraio 2009, dopo essere stato ricoverato per alcuni giorni all'ospedale Santa Rita di Milano in seguito ad una emorragia cerebrale, si è spento all'età di 78 anni.mah una grande penna ma troppo retorico e isitituzionale... capì in ritardo i problemi del ciclismo con il doping e quelli del calcio con Moggiopoli. riassume i pregi e i difetti del giornalismo sportivo italiano
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alle 15:21
Duccio (Rugby 1823)
dopo di lui la Gazzetta ha intrapreso il viaggio verso il nulla assoluto....