Sport e Motori
Sabato 7 febbraio avrà inizio il Sei Nazioni 2009. Come ogni anno seguiremo al meglio il torneo grazie a Duccio Fumero, blogger di Rugby 1823 e grande conoscitore del mondo della pallone ovale. Qualche giorno fa ho fatto con Duccio una bella chiacchierata per capire cosa devo aspettarmi dal torneo. Il Galles è sicuramente la favorita e il nostro ct Nick Mallett dovrà dimostrare di avere davvero le idee chiare. Per saperne di più leggete qui sotto tutte le dritte che mi ha dato il buon Duccio (che ringrazio come sempre per la disponibilità).
Galles
E' la squadra campione in carica ed è sicuramente la favorita anche per questa edizione. Dopo un 2007 disastroso è arrivato sulla panchina l'esperto coach Warren Gatland, neozelandese, che ha saputo dare gioco e qualità a una squadra che ha sicuramente tanti elementi validi. Capitano della squadra è la terza linea Ryan Jones, giocatore d'esperienza e carisma che è stato quest'anno anche nominato tra i cinque migliori giocatori al mondo. La stella è, ovviamente, Shane Williams, Irb Player of the Year 2008, ma se dovessi scommettere su un giocatore che potrà fare la differenza quest'anno andrei su un'altra ala gallese. Leigh Halfpenny, venti anni, è il futuro del rugby gallese ed è già oggi uno dei trequarti più forti a livello continentale.
Francia
La gestione Lievremont non è di quelle che entusiasmano, i giocatori più carismatici sono in una fase calante della loro carriera e sarà difficile per il coach transalpino puntare alla vittoria finale. Ma i galletti sono sempre un osso duro e saranno comunque tra le prime tre in classifica. Capitano della squadra è la seconda linea Lionel Nallet, scelta che ha lasciato molti dubbi inizialmente, ma che col tempo non si è dimostrata così folle. Non è un campione, ma sa fare il suo lavoro. Autoesclusosi nell'ultimo periodo potrebbe tornare nel giro della nazionale e diventarne il vero leader. Si tratta dell'apertura Frédéric Michalak che dopo una parentesi nel campionato dell'Emisfero Sud, il Super 14, è tornato a vestire la maglia del Tolosa e a portarlo ai vertici del rugby francese.
Irlanda
Si tratta probabilmente del canto del cigno per una nazionale di fenomeni che, però, non è riuscita a vincere quello che la qualità dei suoi giocatori avrebbe meritato. Sulla panchina siede Declan Kidney che dopo aver portato al successo europeo Munster siede dall'estate 2008 sulla panchina irlandese. Capitano della squadra il leggendario Brian O'Driscoll, giocatore assolutamente carismatico, con spesso eccessi nel gioco sporco e violento. Qualità sopraffine che si scontrano oggi con un logorio dell'età. Probabile che sia l'ultimo 6 Nazioni da capitano per lui. Tanti i campioni che vestono la maglia verde, ma se volete puntare sui giovani, allora tenete d'occhio l'estremo Keith Earls, le cui qualità si sono evidenziate nella scorsa stagione e che a novembre ha impressionato per la sicurezza da anziano che ha dimostrato in campo.
Inghilterra
Martin Johnson siede sulla panchina più bollente del 6 Nazioni. Dopo un clamoroso mondiale, culminato con il secondo posto, la nazionale inglese ha avuto un tracollo continuo che è terminato con un pessimo tour autunnale. I dubbi sulla forza di questa squadra si sommano ai tanti, troppi, infortuni che hanno colpito i giocatori più forti della squadra. Ancora non si sa chi indosserà la maglia di capitano, ma sicuramente il giocatore più carismatico della squadra è il pilone Vickery, già capitano in passato, vera anima di una nazionale che ha perso per strada giocatori come Dallaglio e Wilkinson. Da tenere sotto controllo l'estremo Delon Armitage, giocatore che ha entusiasmato nelle ultime uscite con la maglia della rosa e che sta trascinando i suoi London Irish verso i playoff della Guinness Premiership.
Scozia
La formazione di Frank Hadden non ha ormai più segreti. Ottimi giocatori, una linea dei trequarti invidiabile cui fa da contraltare un pacchetto di mischia non irresistibile. Ma, soprattutto, un'incapacità atavica nel realizzare mete fanno di questo team il più scarso tra le avversarie dell'Italia. Capitano e uomo simbolo il mediano di mischia Mike Blair, considerato uno dei migliori giocatori al mondo e attualmente il più forte numero nove in circolazione. È sempre lui l'uomo che può fare la differenza per la sua squadra, che comunque lotterà presumibilmente per evitare il cucchiaio di legno.
Italia
Arriviamo, infine, alla nostra nazionale. Nick Mallett, il coach sudafricano, è arrivato tra l'entusiasmo generale, ma le prove novembrine hanno fatto scendere le prime ombre su di lui. Giocatori fuori posizione, scelte incongruenti e la mancanza di coraggio nel lanciare i giovani le accuse cui dovrà rispondere in questo 6 Nazioni. Capitano è Sergio Parisse, nominato tra i cinque più forti giocatori al mondo, e leader carismatico della squadra. Sarà lui a dover dare quella scossa all'ambiente che è mancata ultimamente, ricompattando il gruppo e facendolo andare tutto all'unisono nella stessa direzione. Se torna in forma dopo il grave infortunio subito l'uomo che può fare la differenza per l'Italia è sicuramente il pilone Martin Castrogiovanni, considerato uno dei migliori nel suo ruolo al mondo e giocatore di qualità e quantità. Ma, volendo sempre guardare ai giovani, speriamo che Mallett sia una chance a due ragazzi del Rovigo, Andrea Bacchetti e Simone Favaro, ala e flanker giovani e dalle qualità tecniche eccelse. Su di loro, e su altri giovani che impareremo a conoscere quest'anno, si può costruire un'Italia veramente competitiva, sempre che Mallett e la Federazione abbiano il coraggio di dare spazio ai giovani.
Insomma, a meno di un mese dall'inizio è difficile fare una previsione su cosa succederà in questo 6 Nazioni. Volendoci sbilanciare, direi che la lotta per il titolo, se non vi sarà un monologo gallese, sarà una questione tra Galles, Francia e Irlanda. L'Inghilterra dovrebbe vivacchiare a metà classifica, senza infamia e senza lode, mentre per il cucchiaio di legno la sfida sarà come sempre tra Scozia e Italia. Ovviamente la speranza è in una sorpresa azzurra, ma è meglio non farsi troppe illusioni per quest'anno.
E con questo è tutto. Buon Sei Nazioni!
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