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Il 2008 ha il volto di Alex Schwazer: "Niente tv, penso alla marcia e a chi mi vuole bene"

Martedì 23 Dicembre 2008, 13:05 in Atletica, Olimpiadi di

L'intervista blogosferica a Alex Schwazer, campione olimpico di marcia 50 km a Pechino 2008.

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Il 2008 è ormai alle spalle. Tra qualche giorno festeggeremo il Natale e poi daremo il benvenuto al nuovo anno. Voglio chiudere questi fantastici dodici mesi trascorsi su Blogosfere Sport e Motori con l'intervista a uno degli sportivi simbolo di questa annata. Parlo di Alex Schwazer che ho avuto il piacere di raggiungere telefonicamente. Molti navigatori e utenti di questo blog lo considerano il personaggio sportivo del 2008 per la grande vittoria olimpica nella 50 km e per la sua voglia di restare un atleta anche davanti alle lusinghe della televisione. "Il 2008 è stato l'anno che aspettavo da sempre - ha spiegato Alex Schwazer - Ho sempre sperato di vivere un'annata così e alla fine è arrivato. Un'annata perfetta, dove ogni cosa è andata nel verso giusto. Ho vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi e la Coppa del Mondo a squadre nella 50 km. E' stato un anno bellissimo, ma anche molto impegnativo. Non dimentico gli allenamenti e la stanchezza, ma ripeto, tutto è andato nel verso giusto. Sono arrivato in forma agli appuntamenti importanti e non ho subito infortuni. Un anno al top".

Un 2008 da incorniciare, ma ci sono stati anche brutti momenti...
"E' vero. Mio nonno, al quale ero molto legato, è morto il 27 luglio. Sono stato malissimo. Poi qualche volta avevo delle giornate storte. Mi alzavo e sentivo male ovunque, ma se uno vuole fare grandi cose non può fermarsi. E' fondamentale trovare dentro le motivazioni per superare i momenti difficili. Puoi avere un grande ambiente intorno, un grande staff e tante persone che ti vogliono bene, ma se le motivazioni non ti nascono dentro non vai da nessuna parte. Però sapere che qualcuno ti vuole bene è utile. Io sono uno che ha anche bisogno di un abbraccio".

Magari un abbraccio da Carolina. Voi siete una bellissima coppia, due ragazzi famosi, ma riuscite comunque a tenervi lontano dai riflettori del gossip...
"Noi non abbiamo mai avuto tanto interesse intorno. Poi quando vinci qualcosa si accorgono di te. Ci hanno fatto qualche foto negli ultimi mesi, ma la nostra privacy è ancora intatta. A noi piace così".

Inoltre tu sei uno dei pochi atleti che dopo le Olimpiadi non si sono fatti ammaliare dalla televisione...
"Io sono cresciuto con lo sport, con atleti del vecchio stampo. Ho ammirato gente come Girardelli e la Compagnoni. Mi piace l'atleta che mette l'anima in gara e che poi non va a fare cose che non centrano nulla con la sua disciplina. Faccio un esempio estremo: Berlusconi dopo avere vinto le elezioni non si è messo a fare la maratona. Io la penso così. Non escludo che un giorno andrò in televisione, ma accetterò solo se potrò promuovere la mia disciplina".

Quindi niente reality?
"Andare a La Talpa non mi interessa - Era stato già molto chiaro a Milano qualche tempo fa (guarda) - Non avrebbe senso. Non mi sento di farlo. Ho ricevuto degli inviti televisivi, ma capiscono subito che non è il caso. Prima delle Olimpiadi pensavo solo a dare tutto a Pechino. Mi dicevo: Vada come vada, poi starò con Carolina e la mia famiglia". Non mi interessava buttarmi in un mondo che non mi appartiene. Io sono un atleta".

Allora torniamo a parlare di sport. A Pechino durante la 50 km a cosa pensavi?
"Alla fatica - ride - Sai, in gara il primo è distrutto come l'ultimo. Siamo tutti uguali. Io sono abbastanza bravo a mascherare la fatica, ma ci sono momenti dove pensi solo a quello. Ti chiedi: "Ma quando si muore ci si sente così?". Poi a volte riesci a rilassarti, pensi ai tuoi familiari, agli amici, alla vita. In testa può arrivare qualsiasi pensiero, ma negli ultimi 10 km ti focalizzi sulle tue forze".

Indimenticabili gli ultimi istanti della tua gara a Pechino. Piangevi come un bambino...
"Il marciatore vuole entrare dentro lo stadio. Quella è casa sua. Dopo essere rimasto da solo a lungo arriva allo stadio dove tanta gente lo sta aspettando. Non hai ancora tagliato il traguardo, ma è come se avessi già finito la gara. Ho provato un mix di sensazioni incredibile. Come ho già detto, la morte di mio nonno mi ha colpito molto. Ero a pezzi, poi mi sono detto: "Lui non avrebbe voluto che mollassi. Mi sono allenato dieci mesi, non posso tradirlo". Ho trattenuto il dolore dentro per giorni interi. Settimane. Poi è esploso nello stadio insieme alla felicità per l'oro olimpico. E' stato tutto immenso. Mille volte più grande di me".

Ora è tempo di pensare al 2009...
"Sarà un anno difficilissimo. Pochissimi atleti dopo avere vinto le Olimpiadi hanno fatto bene la stagione successiva. Io cerco di essere prudente, ma non è facile. Dopo un oro olimpico non vuoi più arrivare secondo. Nella mia testa c'è un misto di euforia e tranquillità. Devo tenere i piedi per terra. Gli ultimi due anni sono stati molto impegnativi fisicamente, ora voglio puntare su una programmazione più sensata. Io sono giovane e posso fare ancora grandi cose, devo imparare a gestirmi al meglio".

Una curiosità. Che rapporto hai con il computer?
"Uso la posta elettronica, che mi permette di restare in contatto con amici e familiari. Internet azzera gli spazi. Io e te possiamo comunicare anche se siamo lontanissimi. All'inizio non ero molto pratico, poi ho scoperto che su internet potevo trovare tutte le informazioni sulle gare, sul mio sport".

Tu sei un ragazzo solare, molto simpatico. Però non tutti lo sanno.
"Quelli che mi vedono la prima volta pensano che sia un freddo. Leggono "altoatesino e marciatore", pensano che sia chiuso e riservato. Io sono uno di compagnia, lo ero anche di più qualche anno fa. Ora mi sono calmato, ho dovuto farlo perché ho tabelle da seguire. So quando posso rilassarsi. Aggiungo una cosa importante: dopo una dura giornata di allenamento andare a cena con due amici e molto meglio che mangiare da soli a casa. Staccare è importantissimo, aiuta la mente e di conseguenza il corpo. Io ci tengo molto alle mie amicizie vere. Purtroppo non ho molto tempo da dedicare, ma loro capiscono quello che faccio e mi stanno vicino. Sono straordinari".

Intanto il Natale si avvicina e Alex ha già ricevuto in regalo una splendida C5 Citroen.
"Auguro a tutti un felice Natale, ma soprattutto un super 2009".

In Rete, non solo su questo blog, in tanti ti seguono con affetto. Vuoi aggiungere qualcosa?
"io sono molto orgoglioso, mi fa tanto piacere. L'oro olimpico mi ha dato popolarità, ma so che non sarà facile avere sempre una certa visibilità. I calciatori giocano ogni domenica, io non posso fare una 50 km ogni settimana. Dalla mia gara a Pechino sono passati molti mesi e sapere che ancora oggi in tanti si ricordano di me e mi sostengono mi rende felice. Sono onorato. Spero che continuino a seguirmi, perché ogni anno ci sono gare importanti. Io prometto che darò sempre tutto. Grazie a tutti, mi date forza. Siete fantastici". Buon Natale Alex e grazie per le belle emozioni che ci hai fatto vivere.

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1
24 Gen 2010
alle 20:41

Mary

alex...

sei il più  grande  marciatore di tutti i tempi...

spero che un giorno diventerò bella e brava come te ...

sei grande........................

beata carolina.....

ci hai dato emozioni così grandi che è difficile sorreggere....

e quando hai tagliato il traguardo di pechino ....

...piangevo come non ho mai fatto.

ti auguro un futuro pieno di amore successi e grandi emozioni prorprio come quelle che mi hai fatto vivere quella bellissima mattina....

 


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