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Io sto con Zenga e Mourinho (e pure con Mancini), ma sicuramente non con Varriale

Martedì 18 Novembre 2008, 08:45 in Calcio Serie A di

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Perché Varriale conduce una trasmissione in Rai? Questa è la domanda di Walter Zenga e di moltissimi navigatori e blogger che hanno riempito la Rete con post e commenti in merito alla vicenda (guarda il video del litigio). Il conduttore di Stadio Sprint si è permesso di apostrofare un ospite in modo decisamente inopportuno: "Lei faceva poche uscite a vuoto, anche se una ce la ricordiamo tutti. Quella che ci fece uscire dai Mondiali". Una battuta becera e ingiustificabile per la quale avrebbe meritato un richiamo ufficiale. Invece Zenga è stato multato e nel corso del pomeriggio di ieri i due si sono dovuti stringere la mano per chiudere ogni polemica.

Non conosco il buon Varriale personalmente, ma ricorderete anche voi le tantissime "uscite a vuoto" che hanno caratterizzato il suo passato. Tecnici del calibro di Dino Zoff e Fabio Capello non l'hanno mai sopportato. Una volta Cesare Maldini, ai tempi della Nazionale, gli disse: "Caro bassottino, guarda che io non ti faccio più venire, perché non ti voglio più, hai capito? Tu mi giri sempre intorno, lo so come fai". Varriale cerca la polemica con il sorriso sulle labbra. Tira il sasso e nasconde la mano. Anche Zdenek Zeman e Carletto Mazzone non sembravano digerirlo. Per non parlare del pelo e contropelo che gli fece Roberto Mancini (guarda il video) lo scorso anno. E concludo con Jose Mourinho che dopo la vittoria in extremis con l'Udinese lo ha mollato da solo dopo pochi secondi.

C'è qualcosa che non va. Sembra quasi che nel calcio italiano esistano figli e figliocci. Qualcuno viene trattato con i guanti bianchi (se dico "buon lavoro" capite di chi parlo?), altri vengono toccati immancabilmente sul nervo scoperto. Io sono spesso duro e polemico, ma non faccio distinzioni, accetto le repliche e soprattutto non frigno parlando di "uscite a vuoto".

Lo scontro tra Zenga e Varriale è arrivato dopo quello tra Mourinho e Sconcerti. Nella passata stagione Mancini aveva risposto per le rime a Ordine e detto quello che pensava a Controcampo. Vuol dire che a molti il "sistema" non sta più bene. Vuol dire che qualcuno si sta ribellando.

Purtroppo il direttore Massimo De Luca ha detto: "È nostro interesse come Rai non esasperare i toni, ma come direttore di Rai Sport non posso accettare che Zenga o chiunque altro sostenga che Varriale o chiunque altro venga messo a condurre per chissà quale motivo". D'accordo, ma non possono essere accettate neanche le battutine da bar dello sport del povero Varriale.

Chiudo ricordandovi che dopo la vicenda Sconcerti-Mourinho il mitico Antonio Matarrese ha scritto a tutti i presidenti per fare garantire un comportamento "consono" dei tecnici con le televisioni che pagano i diritti. Avete capito bene: chi paga può prenderti a pesci in faccia. Nel calcio gli unici diritti che contano sono quelli televisivi.

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18 Nov 2008
alle 13:20

Enrico

Sì, sono d'accordo con le tue considerazioni. Anche perché alcuni di questi giornalisti tv - e Varriale ne è il campione - sono un po' dei "parassiti del calcio", ne vivono a margine e hanno come unico scopo quello di montare polemiche dal nulla, distorcere e manipolare mezze dichiarazioni altrui, attribuire a calciatori e allenatori frasi mai dette o dette in ben altro modo. E siccome il ruolo di questi "giornalisti" (qui le virgolette sono d'obbligo) è tutelato dagli accordi di cessione diritti tv, non c'è modo di arginarli. Aveva ragione Mourinho quando ha detto che in Italia il pubblico sempre più interessato al dopopartita in tv che alla partita in sé...

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