Sport e Motori
Pechino 2008 sta regalando grandi emozioni. Ci sono campioni come Phelps e Bolt che hanno mantenuto le promesse di vittoria, ma anche qualcuno che ha clamorosamente toppato. Tra questi merita un posto in prima fila la Rai con il suo sito dedicato alle Olimpiadi e il suo blog. Gli utenti della Rete non sono assolutamente soddisfatti del prodotto confezionato dalla Televisione di Stato per il web. Sul sito internet ci sono 6 feed video, ma spesso e volentieri alcuni non vengono utilizzati in modo adeguato. Mentre c'è in campo la coppia italiani di beachvolley viene inquadrato il campo da baseball vuoto. Durante le prove di diversi azzurri vengono mandate in onda immagini inutili come batterie di nuoto con atleti impresentabili.
Non parliamo neanche del palinsesto televisivo che ha visto Rai Due e Rai Sport Sat bucare clamorosamente una serie di eventi importanti. Sul web è impossibile mettere a tacere le critiche e la Rai lo ha provato sul blog aperto in modo scriteriato il 5 agosto. Solo quattro post pubblicati con un migliaio di commenti quasi tutti negativi. L'8 agosto durante la Cerimonia di Apertura Maurizio scriveva: "Dove li avete trovati questi tre mediocri commentatori? Fateli stare zitti". Mutley poi rincarava la dose: "Una cronaca che ricordava i cinegiornali di regime dell'Istituto Luce negli anni del regime dichiarato".
Anche i telecronisti dell'Atletica meritano un appunto. "Sono anni che vi interrompete a vicenda non facendo finire un discorso agli altri - scrive Diego - vi prego limitatevi, la cosa diventa abbastanza stressante per chi segue". Eugenio aggiunge: "Volevo solo fare i "complimenti" alla Rai per le scritte di commento e le sigle maggiorate dei tg grazie ai quali non si leggono risultati, punteggi e tempi delle varie gare". La Rai poteva trasformare le critiche in consigli utili, ma ha preferito chiudere baracca e burattini e farla finita qui. "Mi ero ripromesso di mantenere con i visitatori del blog una comunicazione quotidiana, ma vi garantisco che il solo leggere la maggior parte dei vostri messaggi mi ha tolto ogni tipo entusiasmo nei confronti di questo spazio - ha scritto il 14 agosto il giornalista Giampiero De Luise - Ho capito che rispondere alle invettive serve solo a scatenare ancor di più la furia di alcuni. Quindi vi saluto e mi astengo definitivamente da qualsiasi ulteriore post".
Peccato. Sarebbe stato molto meglio accettare le critiche (magari postare con maggiore regolarità) e mettere in piedi un dialogo costruttivo. Nella blogosfera accade tutti i giorni. I blog sono nati per creare interazione, per andare oltre la "normale" e ormai "vecchia" informazione. Gli insulti vanno cancellati e i maleducati bannati, ma è profondamente ingiusto mettere il broncio davanti alle critiche degli utenti, soprattutto se supportate da riflessioni interessanti. Alla Rai bastava guardarsi attorno per capire come seguire le Olimpiadi. Ci sono canali free e video in streaming, come Eurovisionsports.tv o Rojadirecta.org, che permettono di avere una visione completa dei Giochi. Sul blog Pechino 2008 la diretta gironaliera vede l'apporto di tutti gli utenti. Il blogger Massimo Brignolo racconta le gare e gli internauti partecipano con notizie da altri campi, commenti e domande. Una cronaca partecipata che permette a tutti di sentirsi protagonisti. Oggi si è fatta viva anche la cugina di Vera Carrara, direttamente da Pechino. Insomma, il primo vero liveblogging 2.0 dove tutti possono dire quello che pensano, esultare e magari lasciare una critica personale. Ma non ditelo alla Rai. Potrebbe offendersi.
UPDATE! Ore 19.09: in Rete in tanti stanno discutendo della questione. L'onda d'urto deve avere raggiunto anche Pechino. Infatti sul blog è spuntato un nuovo post, che lascia nuovamente molto perplessi. De Luise scrive: "Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro". Sembra che abbiano le idee un po' confuse...
UPDATE! Ore 23.35: Aggiungo anche il post di Comesefossesport che già qualche giorno fa parlava della questione "Rai". Lo stesso faceva Pechino 2008.
UPDATE! 19 agosto 2008, Ore 17.21: Anche Tele dico Io si aggiunge ai blog che stanno discutendo della vicenda.
cara/o inpuntadipenna te parli del Bindi ma nn lo conosci.. quindi la tua punta ripiegala.. dai retta.. sarà comico.. ma a me piace un sacco.. ancke la trasmissione della serie C di calcio che gli fanno trasmettere sul satellite.. ma forse è solo INVIDIA dato ke prima della Rai ha lavorato ancke a TMC...???? e magari si è meritato il posto a Pekino...???
ps. cmq. con la tua punta di penna scrivi..(dato ke nn ti resta altro) tanto a pekino c'è stato il Bindi....
saluti.. da Livorno....
la rai è incredibile: ogni volta che cerca di fare le cose in maniera indecente, ci riesce sempre. è un miracolo!
Aggiungo una cosa: oggi la pistard Vera Carrara ha partecipato al liveblogging direttamente da Pechino. Ha visto il blog Pechino 2008 ed è entrata in chat. La Rai con i mezzi che ha non poteva organizzare appuntamenti di questo tipo sul web?
Intanto sul blog della Rai in tantissimi stanno spiegando a De Luise che la frase "Il blog non è un forum, dove individuato un ambito di discussione, tutti possono dire tutto, a ruota libera, interagendo tra loro" è tremendamente sbagliata. Una nota positiva: nonostante le critiche siano ancora molte i commenti non vengono censurati. Almeno qui meritano un plauso.
Seguo da anni le telecronache di atletica e non solo e mai ho trovato un commentatore così invadente e maleducato come Franco Bragagna; non capisco come faccia il povero Attilio Monetti a lavorare con lui, che lo interrompe in continuazione in modo a dir poco sgradevole. Ah come rimpiango Paolo Rosi...
mi sn accorta ke queste olimpiadi sono del tutto pilotate ho avuto l'ennesima conferma quando ho visto i nostri azzurri perdere il podio agli anelli...ke vergogna!!questi cinesi fanno di tutto x essere i primi. sono profondamente delusa di ciò xkè a mio parere le olimpiadi sn una manifestazione pacifica a livello mondiale e non una competizione per quello ci sn i mondiali o gli europei, cmq nn x questo mi perdo d'animo continuerò a seguire a notte fonda la mia nazione a tifare x gli azzurri e urlare a squarcia gola l'inno d'Italia...per quanto riguarda la rai mi ha delusa molto, spesso trasmettono sport in cui i nostri non gareggiano e tralasciano quelli in cui ci sono..ke rabbia!!x ultimo vi dico FORZA ITALIA!!
Visto che il blog della Rai parla di spunti di riflessione sportiva, vorrei chiedere perché i telecronisti e i commentatori Rai, e non solo loro, di fronte allo scandaloso arbitraggio di Italia-Belgio, al pari di Casiraghi e della nostra Federazione, il cui potere internazionale (come si sa) è uguale a zero, hanno preferito comportarsi da rassegnati e dimessi, in nome dello spirito olimpico. Il dato di fatto è che l'Italia ha segnato 3 gol e il Belgio 2, ma si è qualificato il Belgio. Se a ciò aggiungiamo altri due rigori non assegnati agli azzurrini e l'espulsione di Viviano non accompagnata da quella di chi lo ha colpito, mi volete spiegare con quale spirito e quale volontà si può giocare se una partita è già decisa? Chi ha parlato di un Italia che ha commesso alcuni errori non capisce granché di calcio, compreso Casiraghi, perché lo sanno anche i bambini che se falsi una gara con un gol fantasma ecc., tutto quello che segue non ha più valore e non può essere giudicato. Evidentemente è meglio criticare gli azzurrini piuttosto che stigmatizzare l'organizzazione cinese che sta dopando le Olimpiadi (altrochè droga!) e che, a quanto pare, ha messo in riga anche il "fior fiore" dei nostri giornalisti. Complimenti invece alle fiorettiste ed ai ginnasti per le proteste legate al loro piazzamento falsato, senza le quali i telecronisti e gli scribacchini nostrani non avrebbero avuto la lezione che si sono meritati.
E' vero che i telecronisti dell'atletica si calpestano l'un l'altro ma non mi danno troppo fastidio.
Per me i telecronisti davvero scandalosi sono Dossena che recita la parte del professore di Cambridge sceso fra i mortali e i due ultrafanatici che si occupano di basket.
Io comunque - al di là dell'interesse professionale - guardo le Olimpiadi perchè adoro lo sport in ogni sua declinazione e alzarmi alle 3 del mattino per gustarmele in diretta è qualcosa che fa passare in secondo piano il bello, il brutto o il cosìcosì emessi dal microfono di chicchessia...ma mi rendo anche conto che agli occhi e agli orecchi di chi non è ammalato come me di questa passionaccia a 5 cerchi, la guida di un bravo telecronista, che sia competente, ma non saccente...coinvolgente, ma non ultrà...è senza dubbio un valore fondamentale!!! Il problema grosso è che certi sport compaiono alla ribalta tv solo in occasione dell'Olimpiade...allora come si può pretendere che possa formarsi una classe di cronisti/giornalisti all'altezza della situazione e preparata come si deve di fronte alla complessità di tutte le varie discipline presenti? Eppure forse un segreto c'è e in questo mi rifaccio all'atletica, in qualità di "mulri-sport" per eccellenza...è quindi impensabile che di punto in bianco si possa diventare dei super esperti di tecniche e strategie del lancio del martello o del salto triplo...però se si possiede davvero l'animus del saper raccontare quello che accade, allora non ci si mette troppo a far capire uno sport come questo dove - scusatemi se banalizzo - vince chi arriva prima al traguardo, salta più in lungo o più in alto o lancia più lontano...o no?!?
Sono perfettamente d'accordo con te Alessio. La TV di Stato risente di ragnatele che però non VUOLE togliere.
Inoltre condivido il discorso su quelli che "criticano per forza". Penso che ognuno debba dire quello che pensa con educazione, senza offendere nessuno.
Luca Bindi? Straordinario. A mio avviso... figlio di quelle ragnatele. Sull'Atletica dissento. Mi faccio certe risate quando li ascolto =)
Bell'articolo ed analisi impeccabile. Purtroppo la TV di Stato risente delle ragnatele di un old style nel fare cronaca e giornalismo che deve essere assolutamente messo in discussione per essere finalmente rivisto. Bella l'idea del blog olimpico, purtroppo non compreso - come sottolineato in questo post - dagli addetti ai lavori RAI in quella che è la sua caratteristica più peculiare: l'interattività tra autore e utenti. Ma se si parte dal presupposto di una posizione incontestabile di chi scrive o di chi paga lo stipendio, invece di web 2.0 e di social media forse è meglio che questa gente più che sulla tastiera di un pc, ricominci a sporcarsi le mani con quella romantica e ormai desueta invenzione chiamata "ciclostile"...a una certa parte della blogosfera e degli internauti, però, mi si consenta di dire che una critica è costruttiva finchè non diviene un linciaggio per punto preso...è bello e molto democratico poter esprimere liberamente un'opinione, ma la cultura del "non mi sta bene per forza" e del "perchè no" di per sè sono abbastanza riduttive e rischiano di venire prese poco sul serio da chi di dovere...ultima nota sulle telecronache dell'atletica leggera: le beccate in diretta tra Bragagna e Monetti, con gli inserti di Stefano Tilli, sono ormai il "leitmotif" di chi segue (quelle poche volte che capita) questo sport in tv...francamente quando esagerano se non si vuole cambiare canale, l'alternativa che consiglio è quella di abbassare il volume...per pensarci...
PS: cmq queste Olimpiadi a mio avviso hanno tirato fuori dalla schiera degli inviati RAI un bel personaggio che spero che la Gialappas Band porti presto alle luci della ribalta televisiva. Il suo nome è LUCA BINDI, autore di autentiche perle di "giornalismo naif" durante le sue interviste "buttate lì" ai campioni della scherma...francamente mi ha fatto pure un po' tenerezza! E a voi? ;)
Ma guarda.
Ritorno or ora da un viaggio nell'età della pietra tecnologica e mi dai questa notizia...
...il posto in cui sono finita sta alla mia Milano tecnologica come il blog RAI sta a Pechino 2008
però anche prima del viaggio non mi ha mai neanche sfiorato la possibile concorrenza del Blog Rai, a te e Massimo sì?
Massimo sei grande, spero che Blogosfere abbia già pronta la tua medaglia... d'oro naturalmente ;-)
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alle 14:30
pocasi gaetano
PORCASI
Sono importanti le emozioni in questa battaglia, in questa guerra per la legalità, la giustizia, la libertà insomma, per una vita migliore. Sono importanti perché la memoria di quello che è successo dopo tanti anni, soprattutto se ad avvolgerla è la nebbia del mistero, finisce per raffreddarsi sempre un po’ e diventare storia. Non è così per tutti, ma chi certi fatti non li ha vissuti, o chi ne sta lontano, o chi è poco attento alle cose, li trova soltanto nei libri, che sono sempre un po’ più lenti, un po’ più riflessivi, anche quando sono appassionati. Per questo serve l’emozione, a riscaldare quei fatti a farli tornare con forza alla memoria, a strapparli dalla storia e a farli diventare ricordi, condivisi anche da chi non li ha vissuti. Il compito di fare memoria con il cuore oltre che con la mente spetta alla narrazione, al racconto. E quando questo racconto ti esplode davanti agli occhi con tutti i suoi colori, e le sue linee, i suoi particolari, tutti i suoi dettagli carichi di significati, tutte le sue emozioni, allora non è più soltanto narrazione, è magia. Per questo i quadri di Gaetano Porcasi sono non solo così belli ma così importanti, per il carico di emozioni che si portano dentro e per questa capacità di farle brillare alla vista di chi guarda, immediatamente, con passione. È la forza della pittura, dell’immagine dipinta, che riesce ad evocare il mondo diverso dalla parola. In questo modo tutto il dolore, la crudeltà, ma anche la pietà, l’orgoglio, la speranza, che si accompagnano ad episodi della nostra storia e della nostra vita, come le uccisioni di Mario Francese, del generale Dalla Chiesa, di don Puglisi e di tanti altri, emergono con violenza sulla tela e si compongono in una narrazione continua che è molto più di un film, molto più di un romanzo, è la magia della pittura. Mi sono venute in mente tante cose, a guardare quelle immagini. Tante e tutte assieme. Mi sono venuti in mente il sole e la luce della Sicilia, mi sono tornati in mente i sapori e i colori di quella terra, mi sono sentito partecipe di un racconto di speranza, di resistenza e di riscatto, mi sono sentito male per tutto il dolore che ha accompagnato la nostra storia recente, ho provato indignazione per tutti i segreti che ancora la avvolgono, mi sono chiesto cosa passerà per la testa di un ragazzo che non sa nulla di tutto questo mentre guarda questi quadri e poi mi sono sentito meglio pensando che probabilmente proverà molte delle emozioni che sento io, avrà la stessa memoria, gli stessi ricordi di qualcosa che stiamo vivendo in quel momento, davanti a quelle tele, a quelle linee e a quei disegni. Si, sono importanti le emozioni. Per questo queste tele, questi dipinti e questi disegni, sono armi, armi di pace e libertà, in questa guerra.
Carlo Lucarelli scrittore
http://www.gaetanoprcasi.it