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Blogosfere con Marco Bava di Speedo alla scoperta del LZR Racer, il costume "magico"

Martedì 24 Giugno 2008, 14:43 in Olimpiadi, SportMarketing di
lzr-racer-lunga.jpg

Le Olimpiadi di Pechino 2008 si avvicinano a grandi passi. Oggi vogliamo puntare l'attenzione sul nuoto e per la precisione sui costumi moderni che negli ultimi mesi hanno fatto discutere un po' tutti. Ma davvero rendono più veloci i nuotatori? Ma sono regolari? Queste le domande più ricorrenti degli utenti di Blogosfere Sport e Motori e Pechino 2008, che abbiamo girato a Marco Bava, business unit marketing e distribution manager di Speedo Italia.

Con Marco Bava abbiamo parlato dello Speedo LZR Racer: "Con questo costume abbiamo battuto 38 record del mondo. Di conseguenza è giusto dire che le sue prestazioni sono superiori alla norma".

lzr-racer-speedo.jpgUna volta indossato il LZR Racer svolge sul corpo del nuotatore una azione di "compressione fisica e muscolare" che consente all'atleta di "tagliare" l'acqua come un raggio laser. Per giungere a questi risultati i tecnici di AquaLab di Speedo hanno scansionato il corpo di oltre 400 nuotatori per osservare il comportamento muscolare dell'atleta oltre ad analizzare ben più di 100 tessuti differenti. Un lavoro d'equipe svolto in collaborazione con il centro di ricerca Langley della NASA, con l'Australian Institute of Sport (AIS) di Sydney, con i laboratori di Otago Univeristy in Nuova Zelanda. Inoltre i progettisti di Speedo si sono avvalsi del software Ansys CFD (Computetional Fluid Dynamics) utilizzato nel recente passato in F1 e nella Coppa America a vela.

Ma la gente comune può utilizzare questo costume?
"Assolutamente. Sarà disponibile da settembre in avanti" spiega Bava. Per indossarlo ci vogliono 15 minuti circa, dato che in pratica è una seconda pelle. Prezzo al pubblico a partire da 250 fino a 450 euro (a seconda delle diverse silhouettes).

C'è però chi parla di costume "truccato"...
"Non è una cosa che ci riguarda, siamo sempre stati molto sereni. Abbiamo seguito come sempre il regolamento della Federazione internazionale. Ogni passaggio di sviluppo è stato seguito minuziosamente. Non abbiamo mai voluto progettare costumi non a norma, non avrebbe senso farlo. Come è accaduto a tutti gli sport anche nel nuoto si sono evoluti materiali e attrezzature. Ma ci tengo ad aggiungere un punto importante: siamo fortemente convinti che alla fine è sempre l'atleta che fa la prestazione, non il costume che indossa".

Speedo e Arena non sembrano andare molto d'accordo. Insomma è già in corso un bel duello olimpico...
"Per quanto ci riguarda si tratta solo di due marchi che cercano di fare del loro meglio per essere vincenti sul mercato. C'è una sana concorrenza. Non abbiamo nessun rancore o atteggiamento negativo".

Chiudiamo con un pensiero per Pechino 2008...
"Speriamo di ottenere dei risultati positivi. Vogliamo lasciare il segno". Con un costume come quello non sembra difficile.

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3 commenti
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24 Giu 2008
alle 18:47

Emanuela Zerbinatti

Per quanto riguarda i ragazzi e il tennis è vero e non sarebbe l'unico sport in cui chi ha più soldi si garantisce le attrezzature migliori, le scuole migliori, anche le accademie all'estero. Semmai è il divieto che riguarda i costumi ad essere un'eccezione! Imporre dall'alto il divieto a utilizzare prodotti costosi "da grandi" finora l'avevo sentita solo per le danze standard (i costumi soprattutto delle ragazze costerebbero uno sproposito e quindi vengono imposti abiti semplici, monocolore uguali per la scuola) e forse anche nel pattinaggio.

Tornando ai costumi la cosa più buffa è che i genitori hanno protestato contro il divieto. Dicono che "Tanto prima o poi dovrebbero usarli, tanto vale che imparino a farlo subito". Caspita una volta che gli si va incontro :)

Comunque non dovrei stupirmi più di tanto, i sacrifici che fanno certi genitori in termini economici e di vita sono ben noti soprattutto nel tennis: ci sono 4 o 5 campioncini italiani le cui famiglie ruotano letteralmente intorno al loro pargoletto. Ci potrei fare un post "ma quanto ci costa il campioncino" sulle conseguenze psicofisiche delle pressioni che ne derivano.

2
24 Giu 2008
alle 18:07

Blogosfere staff, Silvio

Va però precisato che a rompersi non sono stati i costumi Speedo. E poi se ci pensi anche nel tennis i più piccoli con le racchette migliori si possono considerare avvantaggiati.

Per quanto riguarda il terzo punto... ne sono già a conoscenza ;)

Grazie! 

 

1
24 Giu 2008
alle 16:10

Emanuela Zerbinatti

In realtà ci sono anche altri due tipi di polemiche:

uno riguarda l'uso del costume da parte dei più piccoli (vietato da un lato per i costi che penalizzerebbero le fascie meno abbienti e dall'altro perché sono diseducativi, illudendo che basta un costume e quindi i soldi per vincere)

Secondo problema le rotture molteplici a cui sono andati incontri questi famosi costumi. Magari la Manadou e la Pellegrini ci sono abituate ma gli altri? ;-)

Ah! e poi ce n'è un terzo. Sembra che la speedo voglia offrirlo gratis a tutti i nostri nazionali gratis, ma alcuni atleti sono sponsorizzati da marchi concorrenti che non prenderebbero bene. Se vuoi ti dico anche chi ha questo problema e la fonte ;-)

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