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FuoridiSport: Rossi, Kaka', Materazzi e i modi diversi di essere campioni

Lunedì 5 Maggio 2008, 06:30 in Calcio, Calcio Serie A, FuoridiSport, Motomondiale di
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di Silvio De Rossi 

Ci sono campioni che tornano grandi, ci sono campioni che si confermano e ci sono campioni che non cambieranno mai. Tra quelli che tornano grandi oggi metto sicuramente Valentino Rossi. Il pesarese ha dominato a Shanghai a colpi di giri veloci e dopo quasi otto mesi è tornato sul gradino più alto del podio. Prima di salirci gli ha dato una pacca con la mano, come si fa con i vecchio amici quando non ci si vede da tanto tempo. Ha sorriso e chiarito che per il titolo c'è anche lui. E' tornato grande, anche se grande lo è sempre stato. Ma ultimente aveva perso troppo tempo a lamentarsi per i problemi della moto, per le gomme vecchie e per quelle nuove. Ora ha messo a tacere tutti con una prestazione sublime. Non mi resta che applaudire perché, nonostante il bagaglio di critiche che spesso gli recapito a casa, quando il buon Vale merita un plauso non mi tiro indietro. Mai.

Poi ci sono i campioni che si confermano. Quelli come Kaka'. Qualche giorno il "Time" ha inserito il brasiliano nella lista dei personaggi più "influenti" del mondo. E' stato selezionato per il comportamento esemplare che mostra sempre in campo e per la sua attenzione per il sociale. Si è confermato tra i più grandi nel mondo con una prestazione sopra le righe nel derby vinto 2-1 con l'Inter. Per Kaka' tanti colpi di classe, un assist al bacio per Filippo Inzaghi e un gol da opportunista. Ricardo ha preso per mano questo Milan e lo ha trascinato ad un quarto posto che ormai sembrava impossibile. E' bastato avere un po' di tempo per recuperare la forma migliore e mettersi alle spalle gli acciacchi per tornare brillante e esplosivo. Questo è il Kaka' che ha vinto il Pallone d'Oro. Un campione anche nei modi. Un vero esempio per i più giovani.

Poi ci sono i campioni che non cambieranno mai. Quelli che non sono mai stati un esempio per i giovani. Parlo di quelli come Marco Materazzi. Prima del match ha parlato di "terzo scudetto consecutivo" e del desiderio di tenere il Milan "fuori dalla Champions". Poi in campo ha dato il meglio entrando costantemente in modo violento. Ho sempre considerato Matrix un ottimo centrale, ma caratterialmente lascia a desiderare. Non gli interessa se prenderà il pallone o meno. Lui vuole fermare l'attaccante e possibilmente spaventarlo con entrate al limite del regolamento. Carica sempre il match di eccessivo nervosismo. Lo ha fatto ancora una volta. Marco Materazzi è un campione, solo perché è un Campione del Mondo. Non trovo altri motivi.

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