Chiara Negrini, la web-pallavolista senza segreti su Blogosfere Sport e Motori
Pubblicato da Silvio De Rossi, Blogosfere staff alle 15:30 in Volley
Mentre Pesaro e Perugia si giocano lo scudetto della pallavolo femminile noi abbiamo parlato di volley, tatuaggi e internet con Chiara Negrini. La schiacciatrice di Monte Schiavo Banca Marche Jesi, ha disputato un'ottima stagione: "Personalmente sono soddisfatta - ha spiegato a Blogosfere Sport e Motori - Ero al primo anno in A1 da attaccante. Mi sono conquistata un posto da titolare e alla fine ho dimostrato le mie qualità". Jesi però è uscita nei quarti ai playoff: "E' andato tutto in modo davvero strano. In Champions League ci siamo comportate bene, ma siamo state eliminate da Perugia che poi ha trionfato. In Coppa Italia abbiamo perso con Bergamo che poi ha vinto il trofeo. In campionato potevamo fare meglio nel girone d'andata. Siamo cresciute nel ritorno, ma la prima parte di stagione ci ha penalizzato nei playoff".
Poi con Novara è tutto finito: "Siamo andate in vantaggio vincendo gara 1, poi loro hanno pareggiato i conti. Nel match decisivo ha vinto chi ha sbagliato meno". Continuiamo a parlare di volley. Chi merita lo scettro di migliore giocatrice dell'anno? "Secondo me la croata Naty Osmokrovic di Novara. Ha fatto un'annata mostruosa. Molto bene anche Carolina Costagrande di Pesaro".
Parliamo di te. La tua carriera è stata segnata nel '98 da un infortunio al quinto metatarso del piede destro. "Ancora devo digerirla quella frattura - ci spiega - Mi godevo la prima convocazione azzurra. Allora giocavo libero e l'entusiasmo era alle stelle. Quello stop mi ha tenuto ferma per 18 mesi. Quando sono tornata ho deciso di diventare attaccante. Da libero forse avrei proseguito in A1, ma ho preferito cambiare". Approfondiamo il discorso, mettiamo il dito nella piaga. "Anche in nazionale come libero avrei avuto spazio sicuramente. Ma si tratta di un ruolo difficile, il libero è un giocatore di equilibrio, deve garantire sempre un certo tipo di prestazione. Mi piaceva fare l'attaccante e sono scesa di categoria senza remore. Forse avrei avuto un altro tipo di percorso, ma se tornassi indietro rifarei la stessa scelta".
Sei una schiacciatrice con un drago tatuato sul braccio. C'è un nesso tra le due cose? "L'ho fatto sei anni fa - ride - La passione per i tatuaggi è subentrata quando ho conosciuto mio marito. La vivo come uno stile di vita, per me non è una moda, è arte. Sono affezionata a questo tatuaggio perché mi rappresenta. Il drago è un animale forte, potente. Io cerco di affrontare le difficoltà in questo modo, con forza. reagisco sempre ai momenti di sconforto. Non mi deprimo davanti agli ostacoli. Niente è insormontabile". Insomma, un tatuaggio ti ha fatto conoscere tuo marito: "E' cominciato tutto con un piccolo tribale. Sono entrata nel suo studio e in pratica non ci sono più uscita - ride di nuovo - A settembre saranno sette anni".
Domanda stupida. Come vivono insieme un tatuatore e una pallavolista?
"A noi piace davvero stare insieme e io credo molto nella famiglia. Per me è importante potere stare vicino a chi amo. Non dico che non andrei mai a giocare troppo lontano, ma ci penserei bene prima di farlo. Giocare vicino a casa è la cosa più bella".
E ora internet. Molti sportivi hanno il loro sito ufficiale, ma quasi nessuno lo aggiorna seriamente. Molti portali sono fermi da anni, tu invece sei molto attiva in Rete. Hai un sito (chiaranegrini.it) e anche una pagina myspace (myspace.com/chiaranegrini), sulla quale tra l'altro ti abbiamo contattato. "Mi sono avvicinata un passo alla volta. Mi ha spinto mio marito. Lui crede molto nel web, così mi sono buttata. Ho creato il mio sito e con il tempo mi sono affezionata. Mi piace tenerlo aggiornato. Poi c'è anche il mio myspace dove ho avuto contatti positivi un po' con tutti. Tra questi ci siete anche voi di Blogosfere". Poi prosegue: "Sono convinta che chi mi segue e tifa per me meriti di potermi seguire con regolarità. Internet permette di azzerare le distanze tra me e loro. E' una cosa bellissima".
Adesso ti manca solo di aprire un blog. "Chissà. Magari...". Infine uno sguardo al futuro. "E' un po' presto per parlarne. Diciamo che ci sono buoni propositi per rimanere a Jesi. Ci penserò dopo avere ricaricato le batterie". In bocca al lupo Chiara.







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