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Basso ha confessato... il segreto di Pulcinella

Lunedì 7 Maggio 2007, 18:58 in Ciclismo strada di

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Il ciclista italiano Ivan Basso ha ammesso di essere coinvolto nell'Operacion Puerto. Alla fine si è dovuto arrendere. Non poteva negare l'evidenza, non poteva andare avanti con i para-occhi. Ha sbagliato ed ha avuto il coraggio di ammetterlo (con un visibile ritardo, ma lo ha fatto). Ma c'era davvero qualcuno che credeva davvero nell'innocenza di Ivan Basso? Basso celava il segreto di pulcinella. Il ciclismo è uno sport malato, uno sport contaminato dal doping. Uno sport dove l'uso di sostanze proibite e espedienti è ormai radicato a tal punto da togliere la speranza di vedere di nuovo un po' di sana competizione.

Adesso non ci resta che aspettare. Vedremo cosa succederà a Ivan Basso e per quanto tempo dovrà restare lontano dalle corse. Ma a noi resta tanto amaro in bocca, perché il doping non è finito oggi.

Su www.coni.it si legge:
L’Ufficio di Procura Antidoping ha nuovamente ascoltato oggi, su spontanea presentazione, l’atleta Ivan Basso il quale ha ampiamente ammesso le proprie responsabilità relative all’Operation Puerto e ha fornito la massima collaborazione per chiarire i fatti relativi al suo coinvolgimento.

Sull'agenzia Reuters si legge:
Il ciclista italiano Ivan Basso ha ammesso alla procura del Coni di essere coinvolto nella vicenda di doping collegata all'inchiesta spagnola "Operacion Puerto". Lo dice oggi il sito Internet del Comitato olimpico italiano.

Basso era stato posto sotto indagine da parte del Coni dopo essere rimasto coinvolto nell'inchiesta della magistratura spagnola, nell'ambito della quale alcuni medici sportivi sono accusati di avere praticato l'autoemotrasfusione per migliorare le performance degli atleti. Le perquisizioni della polizia nei laboratori di Madrid e Saragozza avevano portato al sequestro di una grande quantità di steroidi, macchinari per le trasfusioni e 200 contenitori di sangue.

A causa del suo coinvolgimento nell'inchiesta, il comitato organizzatore del Tour de France aveva impedito all'atleta varesino e ad altri ciclisti, tra cui il tedesco Jan Ullrich, di partecipare all'edizione della gara del 2006. A metà ottobre la procura antidoping del Coni aveva chiesto l'archiviazione degli atti che riguardavano il ciclista, ma il 24 aprile le ha riaperte, ipotizzando per Basso l'accusa di uso o tentato uso di una sostanza vietata o di un metodo proibito (art. 2.2 del Codice Wada). Finora Basso ha negato qualsiasi coinvolgimento, lamentandosi per "accuse ad orologeria".

Dopo la notizia della riapertura delle indagini, il ciclista è stato sospeso dalla sua squadra, la Discovery Channel, di cui è socio anche il sette volte vincitore del Tour de France Lance Armstrong, che aveva detto di aver preso la decisione in accordo con l'atleta. Il 39enne varesino ora rischia una squalifica di due anni.

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