Sport e Motori
L'Operacion Puerto è tornata ad essere l'incubo di Ivan Basso. Il ciclista varesino è di nuovo sulla graticola mediatica e non solo. Infatti la procura del Coni ha riaperto il caso e convocato per il 2 maggio il corridore, al momento sospeso dalla Discovery Channel.
Blogosfere Sport e Motori ne ha parlato con Vittorio Adorni, grande campione del passato e presidente del Consiglio del ciclismo professionistico all'interno dell'UCI (Unione Ciclistica Internazionale). "Quando si disse che l'Operacion Puerto era chiusa non era proprio così. Venne archiviata con riserva ed ora ci ritroviamo al punto di partenza - ci ha spiegato Adorni - Mi auguro che Basso ne esca pulito. Lui ha sempre detto che non ha mai avuto problemi di doping. Io dico solo che fino a quando non ci saranno delle prove Basso resta innocente".
L'UCI come sta vivendo questa situazione?
"In passato l'UCI è stata criticata per avere indagato a fondo. Non voleva farsi bella, ma cercare di sviscerare il problema. Si fanno i nomi di una cinquantina di corridori. Solo la posizione di Ullrich è stata determinata. Bisogna fare in modo che tutto si risolva al più presto. Il ciclismo rischia di uscire da questo scandalo con le ossa rotte. Qualcuno deve prendere in mano l'inchiesta e fare tutto con celerità. I corridori hanno detto di essere disposti a fare il test del DNA... facciamolo allora!".
Si percepisce un velo di tristezza nelle sue parole...
"E' un peccato. Queste cose non fanno bene a questo sport. E poi diciamolo... le ultime corse a tappe sono state decise dagli esami antidoping. alla fine di tutto: diciamo che negli ultimi tempi spesso le classifiche finali delle corse a tappe sono state stilate dall'antidoping. Ricordo le squalifiche di Heras alla Vuelta e poi di Landis al Tour".
Ma nel 2007 perché esiste ancora il doping? I ciclisti non hanno paura di essere scoperti?
"Persone come Fuentes ci saranno sempre. Dicono agli atleti che hanno sistemi infallibili e qualcuno ci casca. Io spero solo che tutto si risolva per il meglio. La gente mi ferma per strada e mi chiede di Basso. Gli appassionati amano i ciclisti e il ciclismo. Io sogno di vedere Ivan al Giro. Sono certo che il duello con Cunego sarebbe emozionante".
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