Lucchetta: "Con l'addio di Papi si chiude un'epoca"
Pubblicato da Blogosfere Staff alle 11:57 in Volley
Nuova delusione per tutti gli italiani appassionati di volley. Dopo il quarto posto delle ragazze è arrivato il quinto degli uomini ai Mondiali nipponici. Però la finalina vinta 3-0 con la Francia non sarà dimenticata facilmente. Infatti al termine del match Samuele Papi ha dichiarato di volere appendere la maglia azzurra al chiodo. L'addio del marchigiano chiude un'epoca straordinaria resa indimenticabile da talenti indiscussi.
Blogosfere Sport e Motori ne ha voluto parlare con Andrea Lucchetta (nella foto), grande campione della pallavolo (con la passione per tagli di capelli molto stravaganti) che in carriera ha giocato più di 800 partite in Serie A e 350 in azzurro. Lucchetta è stato Campione del mondo 1990 (eletto migliore giocatore) e Campione europeo 1989. In bacheca ha raccolto anche 4 World League, un bronzo alle Olimpiadi del 1984 e due medaglie d'oro nei Giochi del Mediterraneo. "Una perdita incredibile per i nostri colori" dice Lucchetta.
Samuele Papi (nella foto a destra) lascia la Nazionale. Ci saluta l'ultimo grande campione della generazione di fenomeni...
"E' davvero un peccato che voglia smettere. Un grandissimo del volley lascia la nazionale e chiude un po' un'epoca che ha visto un periodo tra il 1989 e gli ultimi anni fatto di giocatori straordinari che hanno saputo succedersi nel tempo. Dopo l'addio di Andrea Giani e il suo vedo una certa difficoltà nel cambio generazionale, ma non si può mollare, perché a Pechino dovremo fare una buona figura".
Samuele Papi lascia a 33 anni, ma ci possono essere motivazioni particolari?
"Le motivazioni di un giocatore quando decide di dire addio alla maglia azzurra sono chiuse a chiave nel suo cervello. E' meglio non indagare in questi casi, ma sono certo che per lui sia stata una decisione sofferta e dolorosa. Dopo tanti anni si inizia a pensare alla famiglia, ci si rende conto del cambiamento del gruppo. Ripeto, non deve essere facile dire basta. Io non ho neanche avuto modo di pensarci, mi hanno tagliato fuori dal giro azzurro molto prima".
C'è tra i giovani emergenti il suo erede?
"Credo che possa fare bene Cristian Savani, ma lasciamolo crescere con calma. Chi viene dopo uno come Papi rischia di avere una eredità pesantissima sulle spalle. La nuova generazione dovrà avere voglia di mettersi alla prova e credere nel gruppo. Quest'anno le due nazionali sono andate in contrasto con i tecnici e hanno ottenuto due brutti risultati. Ora si deve tornare in alto, ma ricordiamoci che Pechino 2008 è dietro l'angolo".
Il futuro di Gian Paolo Montali (nella foto a sinistra) è pieno di nuvole?
"Il gruppo adesso ha bisogno di una programmazione. Si deve costruire una squadra competitiva che tenga testa a chi sta crescendo a vista d'occhio. La Polonia è già ad ottimi livelli e la Bulgaria presto sarà molto forte, noi dobbiamo restare alla passo. Il dopo-Montali? Credo che il successore ideale sia Fefè De Giorgi, ma non ora, in un prossimo futuro".
E il Brasile?
"Il Brasile è uno spettacolo. Gioca e fa divertire tutti. Mixa alla perfezione la pallavolo degli anni '80 e '90 che mi faceva impazzire con la velocità e la potenza dei giorni nostri. E' una squadra unica, speciale".
La nazionale maschile di pallavolo ha abituato tutti molto bene. Ci aspetta un periodo buio?
"Non buio, solamente molto duro. Va costruito un nuovo gruppo e fatta una programmazione che porti questa nazionale ai livelli di quelle passate. Serviranno determinazione e idee chiare. I giovani dovranno capire l'importanza della nazionale e “sentire” la maglia. Gli scivoloni delle due nazionali devono servirci di lezione per il futuro. Comunque io vedo segnali positivi".








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